Diffida dei mitilicoltori: «Subito il risarcimento»

Le coop danneggiate in pressing su Grimaldi e Moby: i soldi o si va in tribunale  L’Eurocargo Valencia era rimasto incagliato a Cocciani. Inchiesta della Procura

OLBIA. Neanche l’ombra del risarcimento chiesto e rivendicato più volte. Così la guerra delle cozze finisce in tribunale con una causa civile. Ma prima di ricorrere all’autorità giudiziaria, i mitilicoltori danno l’ultimatum alla Grimaldi: il pool di avvocati che assiste le quattro aziende del mare che hanno visto i loro impianti distrutti dopo che l’Eurocargo Valencia, ai primi di luglio, era rimasto incagliato in una secca, a Cocciani, ha inviato una diffida alla compagnia di navigazione. Si chiede l’immediato risarcimento dei pesantissimi danni subiti agli impianti e alla produzione di cozze. Un ultimo tentativo. Con l’avvertimento che, se non si avrà riscontro nei tempi stabiliti – dai 7 ai dieci giorni –, si procederà a citarli in giudizio.

L’incidente a Cocciani e i danni. Il 4 luglio 2020 l’Eurocargo Valencia si era arenato in una secca, poco distante dalla banchina, mentre entrava in porto, e lì la nave merci era rimasta inchiodata per tutto il giorno. Era stata tirata fuori da due rimorchiatori della Moby, chiamata, poi, in causa dalla Grimaldi come responsabile dei danni provocati agli impianti durante le operazioni di disincaglio. Da subito le cooperative che in quel tratto di mare hanno le concessioni per gli impianti di mitilicoltura e ostricoltura avevano denunciato il disastro di fronte ai filari spazzati via. Le coop “Il faro” di Ivan Giua e “Shardana mitili” di Cristian Giua, si sono affidate all’avvocato Michele Ponsano, mentre le coop “Dego mitili” della famiglia Degortes e “Sa.Ma” di Salvatore Farina sono assistite dall’avvocato Mario Delitala, affiancato dagli avvocati Alberto Serino e Rodolfo Pinto, di Napoli, specializzati in controversie marittime. Attraverso i loro legali, i mitilicoltori miravano a raggiungere un’intesa stragiudiziale con Grimaldi e Moby, così da poter ripristinare gli impianti e riprendere l’attività, ancora oggi bloccata in quei siti perché completamente distrutti. Ognuno di loro, ha visto andare a fondo quintali di cozze già pronte per la vendita, insieme a interi filari e ai corpi morti, ma anche alle semenze per la produzione successiva. Impianti strappati e andati alla deriva insieme al duro lavoro e al guadagno immediato e futuro per decine di famiglie.

La diffida. Non sono bastati mesi di trattative tra i legali dei mitilicoltori e quelli delle due compagnie con i rispettivi tecnici in campo, né i diversi sopralluoghi negli impianti danneggiati, per arrivare ad un accordo tra le parti. La possibilità di un’intesa sembra essere naufragata. I consorziati hanno quindi deciso di percorrere la via del contenzioso. E si preparano alla causa civile contro la Grimaldi (Dego mitili e Sa.Ma anche contro Moby). Qualche giorno fa, hanno inviato una diffida. Lo hanno fatto dopo aver chiesto e ottenuto l’accesso agli atti alla Capitaneria di porto. Nella diffida si rimarca come dagli accertamenti condotti dalla Capitaneria sia emersa la responsabilità della Grimaldi che, nell’effettuare l’operazione di attracco, avrebbe occupato un’area di manovra pericolosa per la presenza del fondale basso. I legali delle coop Dego mitili e Sa.Ma quantificano i danni in almeno 500mila euro, quelli di “Shardana” e “Il faro” attendono l’esito della perizia.

L’inchiesta della Procura. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Tempio. Che sull’incidente dell’Eurocargo Valencia ha aperto un fascicolo per accertare le responsabilità.

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