Calangianus Iva evasa il pm chiede il processo per 4 ditte del sughero
di Tiziana Simula
CALANGIANUS. Dichiarazione fraudolenta, anche attraverso l’indicazione di operazioni inesistenti, fatturazione di operazioni inesistenti e distruzione o occultamento di fatture al fine di evadere la...
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CALANGIANUS. Dichiarazione fraudolenta, anche attraverso l’indicazione di operazioni inesistenti, fatturazione di operazioni inesistenti e distruzione o occultamento di fatture al fine di evadere la tassazione. Sono le contestazioni mosse – a vario titolo – a quattro titolari di ditte che operano nel settore del sughero, a Calangianus: Antonio Mariotti, il padre Mario Mariotti, Michele Tamponi e Edmondo Pes. Per tutti e quattro, il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio. Il gup del tribunale di Tempio Marco Contu ha rinviato l’udienza a ottobre per la discussione delle difese.
Diverse le contestazioni che la Procura muove ad Antonio Mariotti, difeso dagli avvocati Nicola Di Benedetto e Domenica Giagheddu: per l’accusa, avrebbe utilizzato due fatture per operazioni inesistenti relative all’anno di imposta 2010 con un’evasione dell’Iva di oltre 8mila euro, non avrebbe presentato la dichiarazione annuale per il 2011 pur avendo operato e conseguito ricavi imponibili con un’evasione di 104mila euro, e avrebbe nascosto o distrutto numerose fatture relative al 2010 e 2011 non esibendole durante una verifica fiscale della guardia di finanza. Michele Tamponi, difeso dall’avvocato Maurizio mani, viene accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti con un’imposta evasa di oltre 18mila euro per il 2012 e 7mila 600 euro per il 2013 e di occultamento di una fattura per consentire alla ditta “Mario Mariotti” di evadere le imposte e ostacolare gli accertamenti della guardia di finanza. A Mario Mariotti, assistito dall’avvocato Umberto Papandrea, la Procura contesta di aver distrutto fatture per le annualità dal 2009 al 2013 impedendo alla finanza di ricostruire il volume d’affari della ditta, con un’evasione dell’Iva pari a 355mila, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con un’evasione Iva di 219mila euro. Infine, stando alle accuse, Edmondo Pes, difeso dall’avvocato Gian Mario Lisca, avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse dalla ditta “Mariotti Mario” indicando nelle dichiarazioni per il 2011 e 2012 passivi fittizi a cui corrisponderebbe un’imposta evasa di 69mila 800 euro per il 2011 e 88mila 500 per il 2012.
Diverse le contestazioni che la Procura muove ad Antonio Mariotti, difeso dagli avvocati Nicola Di Benedetto e Domenica Giagheddu: per l’accusa, avrebbe utilizzato due fatture per operazioni inesistenti relative all’anno di imposta 2010 con un’evasione dell’Iva di oltre 8mila euro, non avrebbe presentato la dichiarazione annuale per il 2011 pur avendo operato e conseguito ricavi imponibili con un’evasione di 104mila euro, e avrebbe nascosto o distrutto numerose fatture relative al 2010 e 2011 non esibendole durante una verifica fiscale della guardia di finanza. Michele Tamponi, difeso dall’avvocato Maurizio mani, viene accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti con un’imposta evasa di oltre 18mila euro per il 2012 e 7mila 600 euro per il 2013 e di occultamento di una fattura per consentire alla ditta “Mario Mariotti” di evadere le imposte e ostacolare gli accertamenti della guardia di finanza. A Mario Mariotti, assistito dall’avvocato Umberto Papandrea, la Procura contesta di aver distrutto fatture per le annualità dal 2009 al 2013 impedendo alla finanza di ricostruire il volume d’affari della ditta, con un’evasione dell’Iva pari a 355mila, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con un’evasione Iva di 219mila euro. Infine, stando alle accuse, Edmondo Pes, difeso dall’avvocato Gian Mario Lisca, avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse dalla ditta “Mariotti Mario” indicando nelle dichiarazioni per il 2011 e 2012 passivi fittizi a cui corrisponderebbe un’imposta evasa di 69mila 800 euro per il 2011 e 88mila 500 per il 2012.
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