Balneari, è caos sulle concessioni

La Regione, che ha sottratto il potere sul Demanio ai comuni, non ha ancora firmato le autorizzazioni

OLBIA. Sulla carta la stagione balneare è cominciata il primo maggio. Ma gli imprenditori del sole non possono piantare un solo ombrellone in spiaggia né aprire i chioschetti vista mare. A oggi sono abusivi. Fino a quando la Regione - che ha sottratto il potere sul Demanio ai comuni proprio per andare incontro alle esigenze dei balneari - non firmerà le concessioni, loro non potranno iniziare a lavorare. In città il problema riguarda un centinaio di attività. Da questo limbo si salvano solo quelle poche che avevano aderito alla proroga tecnica di un anno decisa dal Comune. Tutti gli altri hanno in mano il titolo concessorio ormai scaduto e il diniego alla richiesta di proroga per 15 anni firmato dagli uffici comunali.

Rewind. Come si sia arrivato a questa situazione è presto detto. Olbia, insieme ad altri comuni della Sardegna sposa l’interpretazione pura della direttiva Bolkestein che impone di mettere a bande le concessioni demaniali. In attesa che il Governo, favorevole invece a una ulteriore proroga di 15 anni faccia chiarezza, il Comune di Olbia adotta una proroga tecnica di un anno. Esempio seguito anche da altri comuni come Arzachena, Posada, Cagliari, Quartu. La Regione è invece per l’estensione automatica di altri 15 anni. Prima minaccia il commissariamento degli enti locali non in linea. Lo delibera anche, il 26 febbraio, ma il documento con l’indicazione dei commissari ad acta diventa cliccabile sul sito della Regione Sardegna solo ieri. Per poi essere revocato nella serata di ieri. Nel frattempo il consiglio regionale “supera” l’indicazione della giunta e approva la revoca ai comuni delle competenze sul Demanio con immediato passaggio dei poteri alla Regione.

I commissari ad acta. La delibera di febbraio, consultabile solo da ieri e poi revocata in serata, recitava così. «Delibera di nominare i commissari ad acta di seguito elencati, al fine di provvedere all’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033. Cagliari e Quartu Francesco Cilloccu; Angelo Pazzola per Olbia, Arzachena, Loiri Porto San Paolo; Angelo Pilotto per Posada e Orosei».

Categoria a rischio. Il consigliere regionale del Partito democratico, Giuseppe Meloni, nell’ultimo consiglio regionale, ha dato voce ai tanti balneari rimasti con il cerino in mano. «Il ritiro delle deleghe sul Demanio ai comuni, decisione contestata da me e dai gruppo di minoranza, sta generando una situazione di enorme caos – sono le parole di Meloni –. L'assessore agli enti locali, il gallurese Quirico Sanna, benché reiteratamente reso edotto al momento dell'approvazione della legge, non ha tenuto conto delle enormi difficoltà, tra l’altro più che prevedibili, che si sarebbero incontrate e che oggi sono una realtà. L’esiguità del personale a disposizione degli uffici del demanio regionale centrale e territoriali. L’efficacia di queste disposizioni su tutte le concessioni, comprese anche quelle di breve durata. La probabile mancata propensione dei dirigenti regionali a firmare atti che prevedono l'estensione delle concessioni al 2033, avrebbero dovuto indurre la maggioranza che guida la Regione ad avere maggiore cautela al momento di assumere decisioni così impattanti sulle sorti di una categoria. I titolari della concessioni demaniali già vivevano una situazione di difficoltà per l'incertezza determinata dal quadro normativo nazionale ed europeo non esattamente coordinato. Invito l’assessore Sanna e i suoi uffici a prendere delle decisioni immediate, che possano consentire ai concessionari, compresi coloro che si erano illusi della bontà di questo provvedimento normativo profondamente sbagliato, di affrontare il futuro più prossimo in una condizione di maggiore certezza e serenità».

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