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Olbia

«Dal sindaco accuse inaccettabili»

«Dal sindaco accuse inaccettabili»

La Grande coalizione e l’asta del palazzo ex Fs: niente ombre, abbiamo detto subito sì all’acquisizione

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OLBIA. Sconcerto, indignazione, amarezza. Con questo spirito i consiglieri comunali della Grande coalizione, all’opposizione, ritornano sulla burrascosa seduta del consiglio comunale dell’altro ieri per stigmatizzare una volta di più l’intervento “incendiario” del sindaco Settimo Nizzi sulla vicenda dell’acquisto all’asta del palazzo-dormitorio ex Fs, in via Vittorio Veneto. Vendita sospesa dal giudice fallimentare per le presunte intemperanze del sindaco Nizzi e su cui pende un’inchiesta della Procura di Tempio per turbativa d’asta.

«In pratica – così ha sintetizzato la Grande coalizione – il sindaco ha dichiarato che un consigliere comunale, appartenente all'opposizione e presente in aula sia “abituato a partecipare alle aste”, e che lo stesso sarebbe stato addirittura informato sull’evolversi dei fatti, direttamente dalla società che ha partecipato all’asta in causa. Inoltre, lo stesso sindaco ha sostenuto che forse “c’erano rapporti tra il nostro consigliere e la società“, facendo intendere che quest’ultimo avrebbe operato per far sì che il Comune non si aggiudicasse il bene».

Giusto per fare chiarezza, il consigliere d’opposizione chiamato in causa è Rino Piccinnu, capogruppo del Pd, e quello adombrato dal sindaco in consiglio comunale sarebbe un vero e proprio blitz operato da una società privata – la Ocean srl di Roma, costituita pochi giorni prima dell’asta, che si occupa di gestione di crediti (in proprio e per conto terzi) di qualunque genere e natura, anche attraverso la partecipazione ad aste giudiziarie e fallimentari – interessata a una speculazione immobiliare. Presunta, naturalmente. Così come presunta sarebbe la conoscenza dei fatti da parte di un consigliere comunale dell’opposizione, come riferito in aula dal sindaco.

«Riteniamo di non dover tacere di fronte a simili esternazioni e attacchi personali di tale portata, volti a fare ombra e a scaricare responsabilità su una vicenda di chiarissima evidenza – così i consiglieri della Grande coalizione –. È sotto gli occhi di tutti, che il sindaco non è stato in grado di portare a termine il mandato ricevuto dal consiglio comunale a causa della sua prepotenza e arroganza, del suo delirio di onnipotenza, partecipando personalmente all’asta, pur non avendo competenze in materia di diritto fallimentare e esperienza. Con il suo comportamento ha costretto il giudice a sospendere l’aggiudicazione provvisoria del bene. I consiglieri di minoranza si sono espressi da subito a favore dell'amministrazione per l’acquisizione del bene, necessario per la riqualificazione del quartiere di San Simplicio. Condanniamo il comportamento del sindaco in consiglio comunale, non rispettoso e inadeguato alla funzione del suo ruolo di primo cittadino. Rispediamo al mittente le accuse gratuite, fuori luogo e prive di ogni fondamento.

La Grande coalizione ritorna anche su un altro episodio controverso della burrascosa seduta del consigli comunale di giovedì pomeriggio. «Il sindaco – dicono i consiglieri d’opposizione – riferendosi a un manifesto elettorale, ha accusato l’opposizione di aver messo in piedi una “strategia per limitare la libertà delle persone”, indirizzando palesi minacce ai consiglieri di minoranza. Abbiamo assistito al suo ennesimo intervento delirante, dopo di che il sindaco ha abbandonato l’aula, senza avere avuto né l’umiltà né il buon senso di ascoltare le repliche dei consiglieri comunali da lui accusati. Chiediamo al sindaco di parlare con il coraggio che lo contraddistingue e in maniera più esplicita, di comunicare al consiglio comunale o meglio alla Procura della Repubblica di Tempio, i fatti di cui dichiara di esser a conoscenza. Diversamente, si assuma le responsabilità delle sue esternazioni e chieda scusa». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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