La Nuova Sardegna

Olbia

«Né mezzi né personale stop raccolte di sangue»

di Paolo Ardovino
«Né mezzi né personale stop raccolte di sangue»

Denuncia di Gavino Murrighile nuovo presidente della sezione cittadina dell’Avis «Un’autoemoteca a Sassari, una ferma: 5 eventi-donazione a rischio, vergogna»

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OLBIA. La crescita dell’attività dell’Avis olbiese è dato oggettivo. Alla campagna di sensibilizzazione attuata nell’ultimo mese ha fatto seguito un aumento delle donazioni di dieci volte rispetto agli ultimi anni. In programma, in teoria, ci sono altre cinque giornate-evento di raccolta. In pratica, non si potranno svolgere a causa dell’impossibilità di avere a disposizione l’autoemoteca. «Vergogna», attacca il presidente dell’Avis di Olbia, Gavino Murrighile, che sui social ha lanciato l’allarme. «Per le prossime settimane – denuncia rivolgendosi alle istituzioni politiche locali e regionali – avevamo cinque eventi programmati, cinque raccolte straordinarie, oltre 150 sacche possibili di sangue da donare a ospedali e talassemici. Ma la carenza di medici e infermieri e la follia di un’autoemoteca dell’Ats di Olbia data in uso a Sassari renderà impossibile questa straordinaria possibilità».

Cosa serve. Il problema, spiega il vertice dell’associazione di volontariato, sta nella mancanza di personale. Mancano medici, infermieri, tecnici e mezzi. Un disagio con cui l’Avis convive da tempo ma che si amplifica proprio ora che è stata messa in moto una grande campagna pro donazione coinvolgendo cittadinanza, forze dell’ordine e realtà sportive. «Un’autoemoteca dell’Ats di Olbia – dice Murrighile – è puntualmente a Sassari, e un’altra è qui ma ferma, completamente parcheggiata e usata per altro. La soluzione è davvero semplice, basterebbe assumere due medici e qualche infermiere, far rimanere un mezzo a Olbia e poter utilizzare quello fermo». Invece lo stop forzato rischia di spegnere l’entusiasmo delle ultime settimane, «e in questo modo rischiamo anche di far chiudere a breve il nostro centro trasfusionale come accaduto a quello di Tempio. La questione non è solo etica – rincara la dose il presidente –: la soluzione non richiede grandi sforzi economici eppure la Sardegna ogni anno spende 6 milioni per comprare sangue da altre regioni, è un paradosso».

Politica in campo. Già nelle prime ore è arrivato il sostegno di diverse forze politiche. Lo stesso numero uno dell'Avis sui social cita la vicinanza promessa da rappresentanti locali e regionali. La richiesta di Murrighile, in questo senso, è di fare squadra: «Non mi rivolgo a destra o a sinistra, chiedo che si vada tutti insieme nella stessa direzione e che dopo le parole seguano i fatti. Subito, però. Tra una settimana sarò ancora qui a chiedere cosa si è mosso». Non una battaglia «contro – spiega – ma a favore dei tanti talassemici e più in generale degli ospedali, per cui il sangue è la risorsa primaria».

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