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Olbia

Petali e fiori per il patrono nella città in mascherina

Petali e fiori per il patrono nella città in mascherina

L’emergenza sanitaria limita la festa alla messa solenne e alla processione Il vaccino ferma monsignor Sanguinetti, rito celebrato dall’arcivescovo Saba

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OLBIA. La messa solenne nel mattino, all’aperto e a distanza, poi la processione del simulacro del santo patrono tra le vie della città. Tutto con un tono più austero e contenuto del solito, ma la città ha risposto con grande partecipazione alla celebrazione di San Simplicio.

Ieri Olbia non si è svegliata sulle note della banda Mibelli in giro per le strade della città sin dall’alba per la tradizionale Diana. Il programma delle celebrazioni è cominciato direttamente con la messa pontificale, alle 11, dal palco a pochi metri dalla basilica di San Simplicio. Presenti fedeli, istituzioni civili e religiose del territorio. Unica variazione: a officiare la messa e a fare poi il giro della città insieme al santo è stato l’arcivescovo di Sassari – olbiese – Gianfranco Saba. Il vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, è stato costretto al forfait dopo la somministrazione del vaccino. Attorno a mezzogiorno, scortati dalla polizia locale, i veicoli con a bordo l’arcivescovo e la statua di San Simplicio sono partiti alla volta delle vie della città. Dal quartiere che porta il nome del patrono alla zona di via Barcellona, poi giù per corso Vittorio Veneto, via D’Annunzio sino alle vie di Zona Bandinu, Poltu Quadu, il centro storico, viale Aldo Moro, via Veronese, zona San Nicola e ritorno. Processione diversa dalla tradizione, chiaro, senza il corteo religioso e folklorico al seguito. Con la benedizione dell’arcivescovo Saba ma senza la possibilità di ricevere i tanti fiori alla base della statua, molti fedeli hanno salutato il passaggio distribuendo loro stessi petali. Risposta molto sentita dalla città, in tutti i quartieri si sono presentate molte persone. «Non era scontato anche considerati gli orari scomodi, in tanti hanno aspettato a ora di pranzo o fino alle due e mezza», commenta il comitato dei festeggiamenti. Non c’erano gli eventi collaterali, ma la città ha comunque vissuto con partecipazione il secondo San Simplicio nell’era Covid, ribadendo l’importanza «del santo martire che è patrono di Olbia ma, spesso viene dimenticato, anche della stessa diocesi»: lo ha ricordato il parroco di San Simplicio, don Antonio Tamponi, che ha raccontato l’intera processione ai microfoni dell’emittente Gallura Live. (p.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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