I carabinieri del Nucleo tutela in prima linea sui siti storici
SANTA TERESA. Un’attività preziosa, di recupero dei reperti che riposano in fondo al mare, ma anche di controllo dei siti archeologici sommersi e di protezione dai ladri di storia. Il Nucleo...
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SANTA TERESA. Un’attività preziosa, di recupero dei reperti che riposano in fondo al mare, ma anche di controllo dei siti archeologici sommersi e di protezione dai ladri di storia. Il Nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale tra le sue principali competenze ha la tutela. «E la tutela si fa con le informazioni e questo è uno dei casi – spiega il maggiore Paolo Montorsi, comandante del Nucleo Cc Tpc di Cagliari –. Spesso andiamo a parlare con i diving, con i club di subacquei, per vedere se hanno informazioni sui relitti. Abbiamo poi la fortuna di avere il nucleo subacquei dei carabinieri a Cagliari e di operare con gli archeologi subacquei della Soprintendenza, ente in capo al quale resta la competenza per la ricerca». Spetta sempre alla Soprintendenza decidere se prelevare i reperti dal mare. «Spesso non è opportuno – spiega Montorsi –. In caso di reperti di legno, venendo a contatto con l’aria subirebbero un processo di distruzione molto rapido». Nel caso in cui si decida invece di portarli alla luce viene organizzato un sistema di custodia e mantenimento che permette la conservazione e soprattutto lo studio in sicurezza. «Perché la cosa più importante di questi reperti – conclude Montorsi – è che permettono di studiare e ricostruire le rotte degli antichi popoli».
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