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Incendio nella discarica, il Cipnes a giudizio

Incendio nella discarica, il Cipnes a giudizio

Accusati di non aver selezionato adeguatamente i rifiuti l’ex presidente Gattu, Maurelli e Azzena

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OLBIA. Il 1 agosto 2018 un incendio divampato nella discarica di Spiritu Santu tenne col fiato sospeso per quasi 24 ore Olbia e Loiri Porto San Paolo. La certezza sulla causa del rogo arrivò qualche giorno dopo. A innescarlo, alcuni razzi di soccorso, di quelli che vengono sparati dalle imbarcazioni. Un ritrovamento non isolato. E anche in occasione di quell’incendio, il Cipnes denunciò alle forze dell’ordine la presenza dei razzi di segnalazione tra i rifiuti conferiti in discarica. Ma sull’incendio del 1 agosto 2018, ci sarà un processo. Perché il gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi ha rinviato a giudizio proprio i vertici del Cipnes: l’allora presidente del consiglio di amministrazione Mario Gattu, il dirigente responsabile del settore igiene ambientale Giovanni Maurelli e il responsabile operativo Salvatore Azzena. I tre – tutti difesi dall’avvocato Marzio Altana – sono ritenuti responsabili del rogo che si sviluppò nell’area esterna dell’impianto consortile in cui erano stipate le ecoballe di indifferenziata e nel capannone adibito alle lavorazioni e allo stoccaggio dei rifiuti. Secondo le accuse della Procura, non avrebbero selezionato adeguatamente i rifiuti in ingresso nell’impianto prima di essere stoccati nella piattaforma dove si sviluppò l’incendio. Nell’udienza preliminare, la difesa ha chiesto il non luogo a procedere per i tre imputati rimarcando come quelle azioni o omissioni di cui vengono accusati (ovvero non aver selezionato adeguatamente i rifiuti) non rientrino nelle loro funzioni e poteri. Ma il gup, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Rossella Spano, li ha rinviati a giudizio ritenendo necessaria la celebrazione del processo per chiarire quanto avvenuto in discarica.

Quella di tre anni fa, fu una lunga notte di fuoco.

Per fronteggiare le fiamme, alte anche cinque metri, si mobilitarono i vigili del fuoco di Olbia, Sassari e Tempio, gli uomini della forestale, della protezione civile e della polizia locale, un elicottero e tre canadair. Non era la prima volta – e quella non fu l’ultima – che in discarica si verificavano incendi innescati da razzi di segnalazione. Appelli su una corretta differenziazione dei rifiuti è stata più volte lanciata dal Cipnes ai comuni che conferiscono a Spiritu Santu. Sono almeno 25 le denunce presentate dall’ente consortile sul ritrovamento dei razzi in discarica, uno alto addirittura un metro e settanta. (t.s.)

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