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Olbia

LA DENUNCIA 

Pochi infermieri professionali reparto di Pediatria in emergenza

Pochi infermieri professionali reparto di Pediatria in emergenza

OLBIA. Mancano gli infermieri e anche il reparto di Pediatria e Neonatologia del Giovanni Paolo II (l’unico rimasto in Gallura) è in piena emergenza. Tante le segnalazioni e le richieste di...

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OLBIA. Mancano gli infermieri e anche il reparto di Pediatria e Neonatologia del Giovanni Paolo II (l’unico rimasto in Gallura) è in piena emergenza. Tante le segnalazioni e le richieste di intervento all’Ats e alla Assl di Olbia, tutte rimaste senza risposta. E la situazione è sempre più critica. Servirebbero 12 infermieri e ce ne sono solo 7. Il personale è stremato, si arrivano a coprire turni di 12 ore, si saltano i riposi, non si fanno le ferie e aumenta in maniera esponenziale la possibilità di commettere errori.

L’area pediatrica, a causa della pandemia, da circa un anno (per assicurare il rispetto delle misure minime di contenimento dei contagi) è stata sdoppiata in due settori. C’è un’area “pulita” e un’area di “isolamento” per i bambini con patologia correlata al Covid. Ci sono poi: il pronto soccorso pediatrico funzionale che include un servizio di osservazione breve (si registrano tra i 7000 e gli ottomila accessi l’anno), l’ambulatorio e il day hospital per pazienti con cronicità e fragilità, inclusi i bambini nefropatici e con patologie oncoematologiche che richiedono assistenza infermieristica anche complessa. E il personale infermieristico (due per turno) si deve dividere e si alterna in tutti questi settori, ciascuno dei quali sdoppiato. Se è vero che il mumero di accessi al pronto soccorso pediatrico è calato (anche se ora si registra un significativo incremento), è anche vero che è aumentata la complessità logistica e il tempo necessario per assistere ogni singolo paziente. Anche nell’area neonatologica la carenza di personale infermieristico qualificato si sente in modo pesante “con grave pregiudizio della sicurezza dei nostri neonati - è stato scritto in una delle tante segnalazioni - ed esposizione di tutto il personale a situazioni di elevato rischio professionale”. E ancora. Al Giovanni Paolo II, circa 100 neonati l’anno hanno bisogno di rianimazione alla nascita e questo tipo di assistenza avanzata deve essere garantita da un team costituito da un pediatra e da un’infermiera professioanale del nido, con l’eventuale supporto del medico-rianimatore. Ecco perché servono due infermiere professionali fisse per turno al nido, così come è indispensabile che un’infermiera debba essere sempre presente in sala parto e in sala operatoria. (s.p.)

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