Olbia, no della Soprintendenza alle pratiche di ampliamento ex Piano casa
di Serena Lullia
Diniego insuperabile alle richieste di incrementi volumetrici nelle zone soggette a tutela, Per l’ente impossibile autorizzarle perché la norma regionale è stata impugnata
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. No agli ampliamenti nelle zone del territorio soggette a tutela. Il diniego della Soprintendenza belle arti e paesaggio è già arrivato per diverse pratiche edilizie presentate in Comune. I cittadini avevano richiesto incrementi volumetrici su immobili in area agricola e vicino al mare, secondo quanto previsto dal Piano casa. In base alla legge regionale è consentito l’ ampliamento del 30%.
Le motivazioni del no della Soprintendenza sono quasi sempre di due tipi. Quelle strettamente di competenza, con contestazioni sull’impatto paesaggistico di alcuni ampliamenti. E quelle sulla legittimità stessa del Piano casa. La norma regionale voluta con forza dal centrodestra è stata infatti impugnata dal governo Draghi. Le rassicurazioni della giunta Solinas sulla bontà dello strumento urbanistico non hanno avuto effetto sui ministri alla Cultura e all’Ambiente e nemmeno sulla Protezione civile. Al punto che il Governo, su proposta della ministra agli Affari regionali di Forza Italia, Mariastella Gelmini lo ha impugnato. Una bocciatura su tutta la linea.
Per il governo è l’intero impianto del Piano casa a essere in contrasto con la Costituzione. Sotto accusa l’aumento di cubature considerato sproporzionato; gli effetti devastanti conseguenti a quel provvedimento sulle campagne, gli ecosistemi dunali e retrodunali; il contrasto con il Piano paesaggistico regionale vigente. Quasi tutti i 31 articoli del Piano casa sono stati contestati davanti alla Consulta. La legge in realtà è in vigore fino a un pronunciamento ufficiale, ma per la Soprintendenza l’impugnazione impedisce di esprimere un giudizio positivo alle richieste di ampliamento che arrivano dai privati in zona tutelata. Che per il territorio di Olbia significa oltre il 70 per cento del territorio. I livelli di tutela sono diversi: per la presenza di boschi, di ecosistemi dunali, per la vicinanza a laghi, fiumi, aree umide.
Il Movimento 5 stelle, attraverso il consigliere regionale, Roberto Li Gioi, aveva chiesto alla Regione una soluzione tampone per bypassare la situazione di incertezza legata all’impugnazione. Il consigliere pentastellato aveva anche dato voce alle incertezze degli imprenditori edili, oltre che dei cittadini, che in un limbo normativo di questo tipo facevano fatica a presentare pratiche per realizzare dei lavori oggi che domani potrebbero essere considerati illegittimi.
Le motivazioni del no della Soprintendenza sono quasi sempre di due tipi. Quelle strettamente di competenza, con contestazioni sull’impatto paesaggistico di alcuni ampliamenti. E quelle sulla legittimità stessa del Piano casa. La norma regionale voluta con forza dal centrodestra è stata infatti impugnata dal governo Draghi. Le rassicurazioni della giunta Solinas sulla bontà dello strumento urbanistico non hanno avuto effetto sui ministri alla Cultura e all’Ambiente e nemmeno sulla Protezione civile. Al punto che il Governo, su proposta della ministra agli Affari regionali di Forza Italia, Mariastella Gelmini lo ha impugnato. Una bocciatura su tutta la linea.
Per il governo è l’intero impianto del Piano casa a essere in contrasto con la Costituzione. Sotto accusa l’aumento di cubature considerato sproporzionato; gli effetti devastanti conseguenti a quel provvedimento sulle campagne, gli ecosistemi dunali e retrodunali; il contrasto con il Piano paesaggistico regionale vigente. Quasi tutti i 31 articoli del Piano casa sono stati contestati davanti alla Consulta. La legge in realtà è in vigore fino a un pronunciamento ufficiale, ma per la Soprintendenza l’impugnazione impedisce di esprimere un giudizio positivo alle richieste di ampliamento che arrivano dai privati in zona tutelata. Che per il territorio di Olbia significa oltre il 70 per cento del territorio. I livelli di tutela sono diversi: per la presenza di boschi, di ecosistemi dunali, per la vicinanza a laghi, fiumi, aree umide.
Il Movimento 5 stelle, attraverso il consigliere regionale, Roberto Li Gioi, aveva chiesto alla Regione una soluzione tampone per bypassare la situazione di incertezza legata all’impugnazione. Il consigliere pentastellato aveva anche dato voce alle incertezze degli imprenditori edili, oltre che dei cittadini, che in un limbo normativo di questo tipo facevano fatica a presentare pratiche per realizzare dei lavori oggi che domani potrebbero essere considerati illegittimi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
