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Olbia

Rubinetti a secco, dito puntato su Enas

di Sebastiano Depperu
Rubinetti a secco, dito puntato su Enas

Arzachena. Il Consorzio di bonifica accusa del disservizio l’ente gestore della diga

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ARZACHENA. Rubinetti a secco (o quasi) dallo scorso fine settimana in tutti i centri serviti dall'invaso del Liscia. I più colpiti sono stati gli agricoltori della bassa Gallura che da venerdì si sono ritrovati senza acqua. Il Consorzio di Bonifica della Gallura è stato subissato di telefonate di lamentele. «Noi eravamo all’oscuro di quanto stava avvenendo», fanno sapere dall'ente. Sembra che il motivo dei disagi idrici sia da attribuirsi a un difetto di comunicazione. «In piena campagna irrigua e in uno dei momenti della stagione in cui si usufruisce maggiormente dell’acqua, Enas, il gestore della diga del Liscia, senza informarci, ha dato avvio a dei lavori di manutenzione. Un disservizio che crea grossi problemi agli agricoltori – spiega il presidente del Consorzio Gallura Marco Marrone –. Il Consorzio, infatti, è fruitore a valle dell’acqua mentre la gestione della diga è affidata a Enas. chi gestisce la diga non conosce le dinamiche del Consorzio. Se poi manca anche la comunicazione si creano questi cortocircuiti».

Da venerdì scorso le vasche di compensazione non ricevono più 800 litri di acqua al secondo dalla diga del Liscia, ma circa 500. Questo non consente al Consorzio di garantire il servizio ai suoi consorziati. «Questi interventi non possono essere fatti in piena stagione irrigua, è una regola oggettiva – afferma il direttore del Consorzio Gallura Giosuè Brundu –. Tra l’altro noi ne eravamo all’oscuro, lo abbiamo saputo dopo le segnalazioni dei nostri consorziati. Da informazioni che abbiamo raccolto dovrebbe tra l’altro persistere fino a mercoledì, una eternità in questo momento». Comunicazione flop che crea disagi e a farne le spese sono sempre terzi. «Ancora una volta si evidenzia la carenza di questa doppia gestione lungo la gestione dell’acqua che ha depotenziato il Consorzio e di conseguenza anche il servizio ai consorziati – aggiunge Marrone –. Se poi aggiungiamo la mancanza di collaborazione e programmazione congiunta è chiaro che il sistema si blocchi». .

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