Polizia l’organico all’osso «Servono subito rinforzi»
Il Siulp provinciale chiede un intervento immediato: «67 uomini, come 30 anni fa Mole di lavoro incredibile per il commissariato di Olbia. Non è più accettabile»
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OLBIA. Sessantasette poliziotti. Lo stesso numero degli anni 90. «Inaccettabile». Il Siulp, attraverso il suo segretario provinciale Massimiliano Pala, parla ancora una volta dell’emergenza organici al commissariato di Olbia e sollecita un immediato intervento. «Servono rinforzi. E servono subito. Da anni le assegnazioni del personale disposte dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza sono sempre state inadeguate. E non ci stiamo più. Tra l’altro almeno una decina di uomini andranno in pensione nel giro di un anno».
L’intervento del sindacato parte dalla crescita vertiginosa della città. «A Olbia c’è una popolazione residente di 62mila persone - dice Pala -, a cui si devono aggiungere coloro che si sono comunque stabiliti qui ma che non hanno ancora regolarizzato la loro posizione. Nonostante questo, il commissariato continua ad avere una pianta organica che poteva andare bene per 35mila abitanti». Ma l’assoluta necessità di aver più poliziotti non è solo legata «all’arrivo in Gallura, nel corso del tempo, di tante persone oneste e laboriose che ben si sono integrate nel territorio. Sono infatti sbarcati anche personaggi dalla dubbia condotta morale e civile, oltre che dal passato discutibile, attratti dai benefici dell’indotto connesso all’imprenditoria turistica e al settore dell’edilizia. Sono così cresciuti i reati tipici della microcriminalità e della criminalità organizzata, con un’incidenza che va oltre la media dell’isola. Questo ha imposto al personale della polizia di Stato di Olbia di confrontarsi, quotidianamente, con una realtà davvero “sproporzionata” rispetto al loro numero reale».
E qui il Siulp prende come esempio Oristano e Nuoro. «Due città con popolazione inferiore - spiega Pala -, ma dotate di uffici di rango adeguato e di più personale. Dati alla mano, il commissariato di Olbia ha una mole di lavoro paragonabile a una Questura soprattutto se andiamo ad analizzare le denunce, le querele e gli esposti trattati. Oltre alle innumerevoli pratiche di polizia amministrativa e sociale, ai servizi di controllo del territorio e a quelli investigativi».
Tutti gli uffici sono in grave sofferenza, in particolare la squadra volante «che deve occuparsi dei servizi ordinari ed eccezionali, dell’ordine e della sicurezza pubblica, del contrasto al Covid e di tanto altro. I poliziotti, con sacrificio e dedizione, fanno sentire la loro presenza al cittadino, ma in queste condizioni è veramente difficile lavorare. E il personale è ormai allo stremo». Tutto questo accade mentre le altre forze di polizia sono state potenziate. «Il presidio dell’Arma dei carabinieri è stato elevato a reparto territoriale inviando un congruo numero di militari e mezzi adeguati. Stesso discorso per la Guardia di Finanza, che può contare su un Comando Gruppo. La polizia di Stato invece - chiude Palau - è ferma al palo da anni. Ecco perché si sollecita la segreteria nazionale affinché interpelli e sensibilizzi il Dipartimento di Pubblica Sicurezza per ottenere un immediato e adeguato incremento dell’organico». (s.p.)
L’intervento del sindacato parte dalla crescita vertiginosa della città. «A Olbia c’è una popolazione residente di 62mila persone - dice Pala -, a cui si devono aggiungere coloro che si sono comunque stabiliti qui ma che non hanno ancora regolarizzato la loro posizione. Nonostante questo, il commissariato continua ad avere una pianta organica che poteva andare bene per 35mila abitanti». Ma l’assoluta necessità di aver più poliziotti non è solo legata «all’arrivo in Gallura, nel corso del tempo, di tante persone oneste e laboriose che ben si sono integrate nel territorio. Sono infatti sbarcati anche personaggi dalla dubbia condotta morale e civile, oltre che dal passato discutibile, attratti dai benefici dell’indotto connesso all’imprenditoria turistica e al settore dell’edilizia. Sono così cresciuti i reati tipici della microcriminalità e della criminalità organizzata, con un’incidenza che va oltre la media dell’isola. Questo ha imposto al personale della polizia di Stato di Olbia di confrontarsi, quotidianamente, con una realtà davvero “sproporzionata” rispetto al loro numero reale».
E qui il Siulp prende come esempio Oristano e Nuoro. «Due città con popolazione inferiore - spiega Pala -, ma dotate di uffici di rango adeguato e di più personale. Dati alla mano, il commissariato di Olbia ha una mole di lavoro paragonabile a una Questura soprattutto se andiamo ad analizzare le denunce, le querele e gli esposti trattati. Oltre alle innumerevoli pratiche di polizia amministrativa e sociale, ai servizi di controllo del territorio e a quelli investigativi».
Tutti gli uffici sono in grave sofferenza, in particolare la squadra volante «che deve occuparsi dei servizi ordinari ed eccezionali, dell’ordine e della sicurezza pubblica, del contrasto al Covid e di tanto altro. I poliziotti, con sacrificio e dedizione, fanno sentire la loro presenza al cittadino, ma in queste condizioni è veramente difficile lavorare. E il personale è ormai allo stremo». Tutto questo accade mentre le altre forze di polizia sono state potenziate. «Il presidio dell’Arma dei carabinieri è stato elevato a reparto territoriale inviando un congruo numero di militari e mezzi adeguati. Stesso discorso per la Guardia di Finanza, che può contare su un Comando Gruppo. La polizia di Stato invece - chiude Palau - è ferma al palo da anni. Ecco perché si sollecita la segreteria nazionale affinché interpelli e sensibilizzi il Dipartimento di Pubblica Sicurezza per ottenere un immediato e adeguato incremento dell’organico». (s.p.)
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