Controlli a tappeto: un segnale per tutti
di Marco Bittau
Centinaia di persone identificate, due giovani arrestati, due locali chiusi e multati per violazione delle restrizioni anti Covid
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OLBIA. Pugno di ferro doveva essere e così è stato. Sabato sera il centro storico di Olbia si è ritrovato per ore stretto nella morsa delle forze dell’ordine che hanno passato al setaccio strade, piazze e locali pubblici. Una vera e propria cintura di sicurezza che ha fatto dimenticare le intemperanze dello scorso fine settimana, dove i militari (pochi) son stati quasi sovrastati da bande di giovinastri fuori controllo. Questa volta no, le forze dell’ordine hanno battuto in forze ogni angolo del centro: un centinaio di persone sono state fermate, controllate e identificate; diversi giovani sono stati sorpresi con alcolici da asporto in violazione dell’ordinanza del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi; due locali sono stati chiusi perché hanno violato le limitazioni anti Covid; due persone fermate con pochi grammi di marijuana sono state segnalate all’autorità amministrativa; due extracomunitari sono stati invece arrestati per resistenza e minacce. Numerose le sanzioni, soprattutto per la violazione dei protocollo di sicurezza anti Covid.
Insomma, non è un bilancio di guerra, piuttosto un rassicurante segnale di forza e di presenza rivolto a tutta la comunità. In fondo, il messaggio della Prefettura di Sassari pochi giorni fa era stato fin troppo chiaro: lo Stato c’è e il centro storico di Olbia non è fuori controllo.
Per “segnale” si intendono decine di automezzi con qualche centinaio di uomini in campo tra carabinieri (gli uomini del Reparto territoriale di Olbia, due unità cinofile dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, una squadra in supporto del 9º Battaglione mobile di Cagliari e un elicottero del 10º Nucleo elicotteri di Olbia), polizia di Stato, guardia di finanza e polizia locale. Uno schieramento imponente disteso tra piazza Mercato, via Acquedotto, piazza Matteotti, via Regian Elena e piazza Regina Margherita, cioè le zone a rischio dove si allungano i tentacoli della microcriminalità. Sul campo a dirigere le operazioni anche alti ufficiali e dirigenti delle forze dell’ordine, a conferma di un’operazione non certo di ordinaria amministrazione. Insomma, tanta roba.
Frastornati gli olbiesi di fronte a tanto schieramento di forze. Una presenza che per diverse ore è stata tutt’altro che discreta, a cominciare da quell’elicottero che per ore ha roteato le pale sui tetti del centro storico. Sino a quelle altre dei militari in divisa che presidiano le strade o perlustrano i locali frequentati dai ragazzi.
Del resto, per una settimana intera dopo i gravi episodi dello scorso week end (che nessuno si permette più di definire ragazzate) gli olbiesi avevano discusso a lungo sulla necessità di prevenire il disagio giovanile ma anche su quella di reprimere duramente le manifestazioni più violente e brutali. Troppo negative per la città le immagini dei pestaggi che in poichi minuti hanno fatto il giro del web. E troppo negative le notizie sui minorenni indagati dalla Procura per le violenze in strada. Scene che nessuno vorrebbe vedere mai più. E quella di sabato sera è stata la reazione inevitabile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Insomma, non è un bilancio di guerra, piuttosto un rassicurante segnale di forza e di presenza rivolto a tutta la comunità. In fondo, il messaggio della Prefettura di Sassari pochi giorni fa era stato fin troppo chiaro: lo Stato c’è e il centro storico di Olbia non è fuori controllo.
Per “segnale” si intendono decine di automezzi con qualche centinaio di uomini in campo tra carabinieri (gli uomini del Reparto territoriale di Olbia, due unità cinofile dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, una squadra in supporto del 9º Battaglione mobile di Cagliari e un elicottero del 10º Nucleo elicotteri di Olbia), polizia di Stato, guardia di finanza e polizia locale. Uno schieramento imponente disteso tra piazza Mercato, via Acquedotto, piazza Matteotti, via Regian Elena e piazza Regina Margherita, cioè le zone a rischio dove si allungano i tentacoli della microcriminalità. Sul campo a dirigere le operazioni anche alti ufficiali e dirigenti delle forze dell’ordine, a conferma di un’operazione non certo di ordinaria amministrazione. Insomma, tanta roba.
Frastornati gli olbiesi di fronte a tanto schieramento di forze. Una presenza che per diverse ore è stata tutt’altro che discreta, a cominciare da quell’elicottero che per ore ha roteato le pale sui tetti del centro storico. Sino a quelle altre dei militari in divisa che presidiano le strade o perlustrano i locali frequentati dai ragazzi.
Del resto, per una settimana intera dopo i gravi episodi dello scorso week end (che nessuno si permette più di definire ragazzate) gli olbiesi avevano discusso a lungo sulla necessità di prevenire il disagio giovanile ma anche su quella di reprimere duramente le manifestazioni più violente e brutali. Troppo negative per la città le immagini dei pestaggi che in poichi minuti hanno fatto il giro del web. E troppo negative le notizie sui minorenni indagati dalla Procura per le violenze in strada. Scene che nessuno vorrebbe vedere mai più. E quella di sabato sera è stata la reazione inevitabile.
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