La Nuova Sardegna

Olbia

Il Tar: «Ok agli espropri delle aree improduttive»

di Giandomenico Mele
Il Tar: «Ok agli espropri delle aree improduttive»

Per il giudice è legittima la procedure scelta dal Cipnes nella zona industriale L’ultimo caso riguarda un capannone acquistato dal privato nel 1996 e mai usato

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OLBIA. Il Tar della Sardegna dà un nuovo via libera al Cipnes, il Consorzio industriale del nord est Sardegna, per l’esproprio di aree non utilizzate nella zona industriale. Una nuova decisione del tribunale amministrativo che imprime ulteriore impulso alla strategia del Consorzio, già messa in atto, di procedere alla riacquisizione di preziose aree a beneficio di nuove aziende, là dove non si svolgano più, o non si siano mai svolte, attività di impresa.

La pronuncia. L’ultimo caso, con una sentenza di pochi giorni fa, si riferisce alla richiesta di annullamento, da parte di un privato, della determinazione dell’indennità di acquisizione da parte del Cipnes del capannone industriale, di proprietà del ricorrente. Il quale aveva acquisito un compendio immobiliare nel lontano 1996. Il Cipnes aveva però accertato che nel compendio non era mai stata esercitata alcuna iniziativa imprenditoriale, al pari di quanto già verificato per altre aree confinanti, sempre di proprietà del ricorrente, sulle quali, pertanto, il Consorzio aveva già avviato la procedura di riacquisto prevista dalla legge 23 dicembre 1998. Su tali presupposti il Cipnes ha avviato la medesima procedura anche nei confronti del compendio contestato, per la quale era stato proposto ricorso davanti al tribunale di Tempio per la stima del valore dell’immobile, poi quantificato dal privato in 593 mila euro quanto al capannone e 15.840 quanto all’area di riferimento.

Riacquisizione. A seguito di ricorso proposto dal Cipnes, la Corte d’Appello di Sassari aveva rideterminato il valore del compendio in 58.437 euro, di cui euro 9.519 per la superficie inedificata ed euro 48.917 per l'area di sedime del capannone industriale. Il Tar ha quindi dato il via libera per la particolare procedura di riacquisizione dell’area da parte del Consorzio, in luogo di quella prevista in via generale ai fini dell’espropriazione per pubblica utilità. Via libera che riguarda le ipotesi, come quella in esame, in cui il compendio immobiliare non sia stato originariamente ceduto da parte del Consorzio industriale allo stesso privato, bensì da quest’ultimo autonomamente acquistato da terzi.

Ok del Tar. In questi anni il Cipnes ha realizzato una serie di espropri, acquisendo la proprietà di terreni industriali sulla base di una norma per cui l’ente che inizialmente aveva venduto o dato in concessione i terreni, li può riacquisire davanti al mancato uso o all’avvio di una procedura fallimentare. Sempre assistito da pronunce favorevoli dei tribunali, dal 2012 il Cipnes ha eseguito varie procedure in tal senso, per un totale di oltre 127 mila metri quadrati di compendi immobiliari e quasi 35 mila metri quadri di superfici edificate. A parte la vicenda recente del Geovillage, vi sono molte procedure di riacquisizione del Cipnes andate a buon fine: tra queste l’area che apparteneva alla TrissOlbia della famiglia Palau, un compendio di quasi 68 mila metri quadri, di cui 25 mila di aree edificate, sulle quali sorgeva parte dell’impero della famiglia ex proprietaria del marchio Palmera.

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