Rena Majore, il borgo vince un round
di Sebastiano Depperu
Il Tar accoglie il ricorso dei proprietari: il Comune faccia subito le urbanizzazioni
2 MINUTI DI LETTURA
AGLIENTU. Con sentenza pubblicata lo scorso 15 giugno, il Tar della Sardegna ha accolto il ricorso dell’Associazione Proprietari Rena Majore accertando e dichiarando “l’obbligo del Comune di Aglientu di ultimare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria in surroga ai lottizzanti e agli altri obbligati relative alla lottizzazione Rena Majore; nonché l’obbligo dello stesso Comune di adottare tutti i provvedimenti e avviare tutte le iniziative per acquisire la proprietà delle opere di urbanizzazione primaria e secondarie esistenti e delle aree destinate agli standard urbanistici». Il Tar ha dato all'amministrazione comunale il termine di giorni 180, scaduti i quali l’Associazione potrà ottenere l’adempimento coattivo degli obblighi comunali attraverso la nomina di un commissario ad acta in luogo del Comune. Secondo i giudici amministrativi, la presa in carico delle opere di urbanizzazione da parte del Comune dovrà avvenire previo collaudo delle opere stesse e trasferimento della proprietà delle aree di sedime al patrimonio comunale. In particolare, le opere di urbanizzazione già oggetto di collaudo positivo dovranno subito essere prese in carico mentre, avuto riguardo alle restanti opere di urbanizzazione, il Comune dovrà procedere al collaudo e all'acquisizione coattiva della proprietà delle aree di sedime.
Soddisfatta l'Associazione Proprietari Rena Majore, nata proprio per questi scopi, ora raggiunti. «Da anni cerchiamo di ottenere dal Comune il completamento delle infrastrutture (in particolare di quelle stradali) e l'acquisizione di tutte le aree a destinazione pubblica per un'adeguata gestione e manutenzione a totale carico del bilancio comunale (cui danno un notevole contributo i proprietari delle case di Rena Majore, quasi tutte seconde case soggette a Imu) - commenta la presidente dell'Associazione Proprietari Wilma Viscardini -. Confidiamo ora che il Comune dia esecuzione alla sentenza instaurando finalmente con l’Associazione proprietari un dialogo e un rapporto costruttivo, tanto più che il Tar ha riconosciuto un’adeguata rappresentatività dell’Associazione degli interessi generali di Rena Majore». E' grazie all’Associazione che il villaggio di Rena Majore, alla fine degli anni 80, è rinato. Dapprima, infatti, ha ottenuto dal Tribunale di Tempio la nomina di un amministratore giudiziario per la sua gestione provvisoria; e, in un secondo momento, il subentro del Comune per il completamento delle infrastrutture e per la loro gestione. Negli anni, l'Associazione aveva già promosso e finanziato (con proprie quote) un’azione giudiziaria sfociata in una sentenza del Tar del 2012, confermata dal Consiglio di Stato - con la quale era già stato sancito l’obbligo del Comune di completare le infrastrutture ed acquisirle al patrimonio comunale assumendosi gli oneri della loro gestione, ma senza un termine preciso. Ora c'è.
Soddisfatta l'Associazione Proprietari Rena Majore, nata proprio per questi scopi, ora raggiunti. «Da anni cerchiamo di ottenere dal Comune il completamento delle infrastrutture (in particolare di quelle stradali) e l'acquisizione di tutte le aree a destinazione pubblica per un'adeguata gestione e manutenzione a totale carico del bilancio comunale (cui danno un notevole contributo i proprietari delle case di Rena Majore, quasi tutte seconde case soggette a Imu) - commenta la presidente dell'Associazione Proprietari Wilma Viscardini -. Confidiamo ora che il Comune dia esecuzione alla sentenza instaurando finalmente con l’Associazione proprietari un dialogo e un rapporto costruttivo, tanto più che il Tar ha riconosciuto un’adeguata rappresentatività dell’Associazione degli interessi generali di Rena Majore». E' grazie all’Associazione che il villaggio di Rena Majore, alla fine degli anni 80, è rinato. Dapprima, infatti, ha ottenuto dal Tribunale di Tempio la nomina di un amministratore giudiziario per la sua gestione provvisoria; e, in un secondo momento, il subentro del Comune per il completamento delle infrastrutture e per la loro gestione. Negli anni, l'Associazione aveva già promosso e finanziato (con proprie quote) un’azione giudiziaria sfociata in una sentenza del Tar del 2012, confermata dal Consiglio di Stato - con la quale era già stato sancito l’obbligo del Comune di completare le infrastrutture ed acquisirle al patrimonio comunale assumendosi gli oneri della loro gestione, ma senza un termine preciso. Ora c'è.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
