La Nuova Sardegna

Olbia

La banda dello scasso finisce in trappola

di Tiziana Simula
La banda dello scasso finisce in trappola

Carabinieri e polizia al lavoro dopo una raffica di furti commessi in uffici, locali e negozi. Misure cautelari per cinque olbiesi

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OLBIA. La banda dello scasso entrava in azione a notte fonda o alle prime luci del giorno quando poteva agire indisturbata. Armati di attrezzi da lavoro – dal semplice cacciavite al più consistente martello – i ladri forzavano le serrature delle porte di negozi e locali, scassinavano distributori di bevande e gettoniere, mandavano in frantumi i vetri antisfondamento di uffici, si intrufolavano all’interno delle macchine parcheggiate alla ricerca di oggetti da rubare. Portavano via di tutto: dalle bottiglie di alcolici e contanti rubati al ristorante “Art Academy”, alla bellezza di sei computer, un videoproiettore e due amplificatori sfilati in silenzio dalla sede della Cisl, in via Pinturicchio.

Un campionario variegato, frutto di una raffica di furti messi a segno tra settembre 2020 e febbraio 2021 ai danni di esercizi commerciali, locali e uffici della città.

Di quei furti sono stati ritenuti responsabili cinque persone, in gran parte giovani, residenti in città – Gabriel Murgia, Omar Tahrami, Alessandro Aru, Mohammed El Battakh e Alessandro Varchetta – ai quali, carabinieri e polizia che hanno condotto le indagini, nei giorni scorsi, hanno notificato l’ordinanza con la misura cautelare disposta dal gip Caterina Interlandi. Tre di loro, Murgia, Tahrami e Aru, sono finiti inizialmente ai domiciliari. Misura che è stata già alleggerita con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria dopo l’interrogatorio di garanzia. Presentazione alla polizia giudiziaria anche per Alessandro Varchetta. Per alcuni furti contestati agli indagati non è stato possibile provare che gli autori fossero effettivamente loro a causa delle immagini poco nitide della videosorveglianza.

«Siamo soddisfatti per la decisione del giudice che ha revocato gli arresti domiciliari, e siamo certi che nel processo dimostreremo l’estraneità di Omar Tahrami ai fatti contestati», commenta l’avvocato Giampaolo Murrighile. Il giovane è accusato anche di ricettazione per aver ricevuto cartucce e altri oggetti che gli investigatori ritengono provenienti da un furto ai danni una guardia giurata, e di detenzione abusiva di munizioni. Gli altri indagati sono assistiti dagli avvocati Carlo Pinna Parpaglia, Aurora Masu e Giovanna Pintus.

L’indagine condotta da carabinieri e polizia era scattata in seguito a una serie di furti denunciati dai titolari dei locali. Diversi gli episodi di cui è accusata la banda. Di solito agivano in due, massimo tre, spesso a viso scoperto e incuranti della presenza dei sistemi di videosorveglianza.

L’8 novembre 2020, con un cacciavite era stata forzata la serratura degli sportelli delle gettoniere di un distributore di bevande e di prodotti detergenti della lavanderia self service “La bella lavanderina”: erano stati portati via 300 euro.

Il ristorante “Art Academy” di via delle Terme era stato preso di mira per tre volte a distanza di pochi giorni, nel settembre 2020: la prima volta erano state arraffate dieci bottiglie di alcolici e 300 euro che erano in cassa, la seconda, altri 300 euro e un assegno, la terza, due bottiglie di champagne e due lattine di Red bull.

Il 9 novembre 2020, nella sede della Cisl erano stati ridotti in frantumi i vetri antisfondamento di una porta e di una finestra che consentivano l’accesso al seminterrato nello stabile di via Pinturicchio: erano stati rubati computer e attrezzature per un valore di 8mila euro.

Il 3 febbraio 2021 era stato preso a martellate un distributore automatico e portati via soldi, infiorescenze di cannabis light e bevande in lattina.

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