Vendita online, parte una diffida
di Marco Bittau
I curatori: non sono in corso aste e nessuno è stato incaricato di raccogliere manifestazioni d’interesse
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OLBIA. Sciacalli? Guastatori? Peggio ancora, possibili truffatori? Su quel che resta del Geovillage c’è il rischio che banchettino predatori senza nome e senza scrupoli. Vigila l’amministrazione fallimentare e scatta la prima diffida contro chiunque intraprenda iniziative che riguardano l’azienda e i beni collegati. Il riferimento è all’annuncio di vendita pubblicato le scorse settimane sul portale “Subito.it” che ha lasciato di stucco tutti e che con ogni probabilità finirà sui tavoli della Procura di Tempio per un’altra indagine.
«L’amministrazione fallimentare rende noto che, allo stato, non è in corso alcun esperimento competitivo per la vendita del complesso Geovillage di Olbia – precisano i curatori fallimentari – così come nessun soggetto è stato mai incaricato dalla curatela per l’effettuazione di non meglio precisate raccolte di manifestazione di interesse inerenti il complesso aziendale, compresa la pubblicazione sul portale “Subito.it” riportata anche dalla stampa. L’amministrazione fallimentare, pertanto, diffida chiunque da porre in essere iniziative in qualsiasi modo collegate o inerenti l’azienda Geovillage e i beni ad essa riferibili, di esclusiva pertinenza della procedura fallimentare, riservandosi ogni più opportuna azione, anche dinnanzi alle competenti autorità giudiziarie, per la tutela degli interessi del fallimento Sviluppo Olbia spa e dei suoi creditori».
Non è chiaro chi sta manovrando cosa intorno alla vendita del Geovillage. La posta in gioco è evidentemente alta visto che si tratta del più grande fallimento in Sardegna e uno dei più rilevanti anche in campo nazionale. Tra inchieste e procedura fallimentare, la via giudiziaria è quella indicata dalla Procura di Tempio, che il mese scorso ha dissequestrato il complesso turistico sportivo riconsegnandolo ai curatori con una chiara indicazione: un contratto di affitto temporaneo e poi la cessione definitiva dei beni per consentire la ripresa delle attività turistiche e sportive, salvaguardare i creditori e anche di l’occupazione del personale nei vari servizi. «L’amministrazione fallimentare – aggiungono i curatori – fa inoltre presente che il compendio Geovillage è rientrato nella disponibilità del fallimento solo all’inizio del mese di giugno ed è presidiato da un adeguato servizio di guardiania e vigilanza che ne preserva e garantisce la custodia in attesa che le interlocuzioni in corso con gli enti competenti e l’esecuzione degli adempimenti di legge connessi alla procedura fallimentare ne consentano una rapida e adeguata riallocazione a mezzo procedura competitiva, al fine di consentirne la gestione a una seria e affidabile impresa del settore e a restituirlo alla città di Olbia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’amministrazione fallimentare rende noto che, allo stato, non è in corso alcun esperimento competitivo per la vendita del complesso Geovillage di Olbia – precisano i curatori fallimentari – così come nessun soggetto è stato mai incaricato dalla curatela per l’effettuazione di non meglio precisate raccolte di manifestazione di interesse inerenti il complesso aziendale, compresa la pubblicazione sul portale “Subito.it” riportata anche dalla stampa. L’amministrazione fallimentare, pertanto, diffida chiunque da porre in essere iniziative in qualsiasi modo collegate o inerenti l’azienda Geovillage e i beni ad essa riferibili, di esclusiva pertinenza della procedura fallimentare, riservandosi ogni più opportuna azione, anche dinnanzi alle competenti autorità giudiziarie, per la tutela degli interessi del fallimento Sviluppo Olbia spa e dei suoi creditori».
Non è chiaro chi sta manovrando cosa intorno alla vendita del Geovillage. La posta in gioco è evidentemente alta visto che si tratta del più grande fallimento in Sardegna e uno dei più rilevanti anche in campo nazionale. Tra inchieste e procedura fallimentare, la via giudiziaria è quella indicata dalla Procura di Tempio, che il mese scorso ha dissequestrato il complesso turistico sportivo riconsegnandolo ai curatori con una chiara indicazione: un contratto di affitto temporaneo e poi la cessione definitiva dei beni per consentire la ripresa delle attività turistiche e sportive, salvaguardare i creditori e anche di l’occupazione del personale nei vari servizi. «L’amministrazione fallimentare – aggiungono i curatori – fa inoltre presente che il compendio Geovillage è rientrato nella disponibilità del fallimento solo all’inizio del mese di giugno ed è presidiato da un adeguato servizio di guardiania e vigilanza che ne preserva e garantisce la custodia in attesa che le interlocuzioni in corso con gli enti competenti e l’esecuzione degli adempimenti di legge connessi alla procedura fallimentare ne consentano una rapida e adeguata riallocazione a mezzo procedura competitiva, al fine di consentirne la gestione a una seria e affidabile impresa del settore e a restituirlo alla città di Olbia».
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