Olbia, fuga dei medici dall’ospedale con i trasferimenti senza preavviso

Il consigliere Giuseppe Meloni e il Pronto soccorso del Giovanni Paolo II

Il consigliere Meloni, Pd, lancia l'allarme: «Pronto soccorso al collasso. Così non si può andare avanti, intervenga il prefetto»

OLBIA. La grande fuga dei medici dall’ospedale di Olbia è in corso. E un accordo tra le aziende sanitarie regionali rischia di contribuire all’emorragia di camici bianchi. Stabilisce che i medici non siano tenuti al preavviso di tre mesi per lasciare il posto di lavoro.

Sarebbero già quattro i professionisti di Medicina generale con la valigia in mano.Tre, invece, nei mesi e nei giorni scorsi hanno dato la disponibilità a entrare in organico nella Assl di Olbia «ma le loro richieste al momento sono rimaste inevase – commenta il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Meloni –. Quindi sono false le affermazioni dell’assessore Mario Nieddu che nessuno vuole venire a Olbia. A me risultano almeno tre richieste e solo per Medicina interna. Purtroppo non posso essere più preciso perché il bavaglio messo dalla Regione ai medici limita la possibilità di avere informazioni di dettaglio. I procedimenti disciplinari avviati lo scorso anno sono tuttora in corso. Adesso, a seguito di quell’accordo scellerato tra Ats e Aou si accelera la fuga dei medici da Olbia. In Medicina interna, a fronte di una necessità riconosciuta di 5 nuove unità andranno via in tempi rapidi 4 e ne arriveranno solo 3. Quindi altro che nuove forze, si passa da meno 5 a meno 6».

Le parole di Meloni diventeranno una interrogazione. «La situazione già delicata rischia di diventare esplosiva nei prossimi giorni – afferma –. Nell’ultimo mese, in attesa che le promesse fatte in conferenza socio-sanitaria dall’assessore diventassero reali, ho tenuto un profilo basso. Rinnovo la mia disponibilità a collaborare, ma il mio silenzio non può essere un’arma usata per rendermi complice di questo stato di cose».

Meloni cita il caso del Pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Sabato ci sono stati 99 accessi, dalle 8 alle 20. «A gestire i pazienti, destinati a crescere con l’aumento dei turisti, c’erano tre medici: solo uno specializzato, due esterni a partita Iva, non specializzati, che si possono occupare solo di codici bianchi». Nel pronto soccorso, a fronte di 20 medici necessari, in pianta organica ce ne sono 17. Di questi solo 9 possono coprire i turni h24. «Con gli accessi in costante aumento e la necessità di coprire gli stessi problemi a Tempio e in parte alla Maddalena, a Olbia il pronto soccorso rischia il collasso. O l’assessore risolve il problema subito o intervenga il prefetto». 
 

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