Olbia, Nizzi contro la Regione amica: «Il Pronto soccorso rischia la chiusura»
L'allarme del primo cittadino si unisce a quello lanciato qualche giorno fa dal consigliere Meloni: solo nove medici, pochi infermieri e pazienti in fila per ore
OLBIA.Una manciata di medici, solo nove, per far fronte all'assalto di centinaia di pazienti, molti turisti. Pochissimi infermieri e file lunghe ore in sala d'attesa. All'allarme sul Pronto soccorso ormai al collasso lanciato dal consigliere regionale del Pd, Giuseppe Meloni si unisce la voce del sindaco Settimo Nizzi. Il primo cittadino ipotizza addirittura la possibile chiusura della struttura sanitaria di emergenza se non si interverrà subito.
Nizzi ha fatto un sopralluogo nella struttura sanitaria. «Per meglio verificare lo stato dell’arte - dice -. Purtroppo ho potuto constatare con i miei occhi la, a dir poco, precaria situazione nella quale si vedono costretti a operare i sanitari, il personale paramedico e gli operatori oss. Nelle sale dei pazienti in trattamento vi erano 10/12 persone, chi sulle brande, chi sulle sedie, assembrate in una saletta di piccolissime dimensioni».
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La condizione del Pronto soccorso olbiese non è una novità. Già nei mesi scorsi era stato ipotizzato questo epilogo. «Non è assolutamente tollerabile una siffatta gestione del personale impiegato nel Pronto soccorso che vede un numero di soli 9 medici costretti a coprire i turni di Olbia, La Maddalena e Tempio - aggiunge Nizzi -. Gli stessi medici che per contratto collettivo nazionale dovrebbero essere impiegati per 36 ore settimanali sono invece impegnati in 48/60 ore a settimana oramai da parecchio tempo. Capita spesso che i medici in turno si trovino a smontare dal Pronto Soccorso di Olbia alle 8 per fine servizio per poi ritrovarsi assegnati alle 20 del medesimo giorno in un diverso Pronto Soccorso (La Maddalena, Tempio Pausania). E non è possibile sottacere il fatto che coloro che accedono al Pronto Soccorso di Olbia si trovano allo strato attuale a dover sopportare file di ore, spesso sotto il sole cocente, in condizioni di estremo disagio per l’assenza di aree di attesa poste all’ombra o quantomeno confortevoli»
Il sindaco ha scritto alla Regione, per altro dello stesso colore politico. Con una nota inviata al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu, al Commissario straordinario Ats assimo Temussi, al Commissario Assl Olbia Franco Logias, alla direttrice Sanitaria Assl Olbia Elvira Anna Solinas e, per conoscenza, ai rappresentanti del territorio in Regione Nizzi dice: «Sono a chiedere che venga posto immediato rimedio a questa disastrosa situazione onde scongiurare il pericolo che si possa giungere alla chiusura del Pronto Soccorso per l’impossibilità del personale assegnato di poter svolgere il proprio compito sanitario nei modi e nei tempi che la normativa di settore prevede. Auspico, perciò, un immediato intervento finalizzato a trovare una soluzione a quanto sopra esplicitato, anche in considerazione dell’elevato numero di turisti che in questo periodo dell’anno soggiorna a Olbia e che mai vorrei dovesse rinunciare a trascorrere le vacanze nella nostra città, prediligendo altre mete, a causa del carente servizio sanitario offerto. E’ evidente che un territorio caratterizzato da un servizio sanitario insufficiente diventa infatti meno appetibile in termini di affluenza turistica, con l’ovvio risultato di una cattiva promozione e la consistente generale perdita di competitività e di opportunità economiche».
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