Insultato e minacciato l’ex poliziotto transgender
di Tiziana Simula
Un uomo ha cercato di sfondare la porta dell’abitazione in cui vive Carla Baffi «Ho avuto paura e ho chiamato i carabinieri. Sporgo denuncia, devo tutelarmi»
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OLBIA. È la prima volta che subisce un’aggressione verbale omofoba da quando ha abbandonato gli abiti maschili e cominciato il suo percorso di transizione per diventare donna. Vittima di pesanti insulti per il suo essere transgender è Carla Baffi, l’ex poliziotto di 55 anni, di cui la Nuova Sardegna ha raccontato la coraggiosa storia di cambiamento che sarà presto raccontata da lei stessa in un monologo, a teatro.
Ieri alle sette del mattino, è stata raggiunta nella sua abitazione, alla periferia di San Teodoro, da un uomo che abita nei dintorni e che ha tentato di sfondare a pugni la porta della sua casa, insultandola pesantemente dopo che lei ha aperto. «Ero molto spaventata, ho dovuto chiedere l’intervento dei carabinieri – racconta Carla Baffi, ancora scossa – Mi ha apostrofato con frasi come transessuale di m..., con parolacce, e dicendomi di tenere la puzza da transessuale su di me e di non spargerla sulle persone che mi vivono accanto».
I carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza e sentito anche l’uomo, che era completamente fuori di sé.
Un triste episodio del tutto inatteso da Carla Baffi mai, finora, vittima di reazioni omofobe, e che sta affrontando con grande serenità e determinazione il suo cambiamento e la sua nuova vita. Da un mese ha cominciato a lavorare in un agriturismo a San Teodoro e contemporaneamente studia il copione e fa le prove dello spettacolo teatrale messo in piedi con la compagnia “I barbariciridicoli” che racconta la sua storia e che debutterà a Ottana il 1 agosto.
«Mi stavo preparando proprio per andare a Ottana per fare le prove del monologo quando ho sentito un uomo che urlava e, poi, ha cominciato a prendere a pugni la vetrata di casa, violando tra l’altro la proprietà privata. Quando ho aperto la porta, mi ha ricoperto di insulti. Ho avuto paura, ho bisogno di tutelarmi. Presenterò denuncia».
L’aggressione verbale contro l’ex poliziotto transgender avviene in un momento in cui l’Italia vive un acceso scontro politico sulla proposta di legge contro l’omotransfobia, il cosiddetto ddl Zan. La proposta di legge sarà esaminata a Palazzo Madama il 13 luglio.
Carla Baffi ha scritto un lungo post sul suo profilo Facebook nel quale, oltre a raccontare l’episodio vissuto, dice la sua anche a proposito del ddl Zan. «A te che oggi, alle sette di mattina, hai tentato di sfondare a pugni la porta della mia casa. A te che, una volta che ho aperto, mi hai aggredito verbalmente con una violenza senza riserve, apostrofandomi con frasi come transessuale di m... A te dico che, a prescindere da tutto, le nostre vite resteranno le stesse: la tua continuerà a esistere nella pochezza delle tue azioni e nella mancanza di qualsiasi anima, mentre la mia continuerà a evolversi in un modo splendido grazie alla forza assoluta delle mie azioni e alla meravigliosa anima che ho fatto sbocciare. Infine voglio dire a quei politici ottusi che si oppongono solo per interessi agli ultra cattolici e a quelle femministe che della vera lotta non sanno nulla: ma come fate ad opporvi ad una legge che condanna chi usa violenza nel fisico e nell’animo, non solo a chi discrimina un essere umano per la sua pelle o la sua religione ma anche per il suo orientamento sessuale, la sua identità di genere e la sua diversità. Vergognatevi».
Ieri alle sette del mattino, è stata raggiunta nella sua abitazione, alla periferia di San Teodoro, da un uomo che abita nei dintorni e che ha tentato di sfondare a pugni la porta della sua casa, insultandola pesantemente dopo che lei ha aperto. «Ero molto spaventata, ho dovuto chiedere l’intervento dei carabinieri – racconta Carla Baffi, ancora scossa – Mi ha apostrofato con frasi come transessuale di m..., con parolacce, e dicendomi di tenere la puzza da transessuale su di me e di non spargerla sulle persone che mi vivono accanto».
I carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza e sentito anche l’uomo, che era completamente fuori di sé.
Un triste episodio del tutto inatteso da Carla Baffi mai, finora, vittima di reazioni omofobe, e che sta affrontando con grande serenità e determinazione il suo cambiamento e la sua nuova vita. Da un mese ha cominciato a lavorare in un agriturismo a San Teodoro e contemporaneamente studia il copione e fa le prove dello spettacolo teatrale messo in piedi con la compagnia “I barbariciridicoli” che racconta la sua storia e che debutterà a Ottana il 1 agosto.
«Mi stavo preparando proprio per andare a Ottana per fare le prove del monologo quando ho sentito un uomo che urlava e, poi, ha cominciato a prendere a pugni la vetrata di casa, violando tra l’altro la proprietà privata. Quando ho aperto la porta, mi ha ricoperto di insulti. Ho avuto paura, ho bisogno di tutelarmi. Presenterò denuncia».
L’aggressione verbale contro l’ex poliziotto transgender avviene in un momento in cui l’Italia vive un acceso scontro politico sulla proposta di legge contro l’omotransfobia, il cosiddetto ddl Zan. La proposta di legge sarà esaminata a Palazzo Madama il 13 luglio.
Carla Baffi ha scritto un lungo post sul suo profilo Facebook nel quale, oltre a raccontare l’episodio vissuto, dice la sua anche a proposito del ddl Zan. «A te che oggi, alle sette di mattina, hai tentato di sfondare a pugni la porta della mia casa. A te che, una volta che ho aperto, mi hai aggredito verbalmente con una violenza senza riserve, apostrofandomi con frasi come transessuale di m... A te dico che, a prescindere da tutto, le nostre vite resteranno le stesse: la tua continuerà a esistere nella pochezza delle tue azioni e nella mancanza di qualsiasi anima, mentre la mia continuerà a evolversi in un modo splendido grazie alla forza assoluta delle mie azioni e alla meravigliosa anima che ho fatto sbocciare. Infine voglio dire a quei politici ottusi che si oppongono solo per interessi agli ultra cattolici e a quelle femministe che della vera lotta non sanno nulla: ma come fate ad opporvi ad una legge che condanna chi usa violenza nel fisico e nell’animo, non solo a chi discrimina un essere umano per la sua pelle o la sua religione ma anche per il suo orientamento sessuale, la sua identità di genere e la sua diversità. Vergognatevi».
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