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Usura bancaria ad Arzachena il giudice ordina nuove indagini
TEMPIO. La guerra sul fronte penale e civile in atto da anni tra un imprenditore di Abbiadori, Gian Mario Azara, e la banca Bnl, filiale di Arzachena, non è ancora finita. Il gip del tribunale di...
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TEMPIO. La guerra sul fronte penale e civile in atto da anni tra un imprenditore di Abbiadori, Gian Mario Azara, e la banca Bnl, filiale di Arzachena, non è ancora finita. Il gip del tribunale di Tempio Marco Contu, accogliendo la richiesta del legale che assiste l’imprenditore, l’avvocato Angelo Merlini, ha ordinato alla Procura di proseguire le indagini nei confronti della banca per individuare i responsabili della presunta usura bancaria che sarebbe stata esercitata nei confronti di Azara.
Un risultato decisamente importante sul fronte penale per l’imprenditore arzachenese che potrebbe avere risvolti positivi anche nella causa civile: su Azara pende un pignoramento di poco meno di un milione di euro e proprio in questi giorni l’uomo ha ricevuto l’ordine di sgombero della casa pignorata, che è stata già messa in vendita.
La Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento penale per usura bancaria nei confronti dei responsabili nazionale, sardo e territoriale della Bnl, Nicola D’Anselmo, Sergio Olla e Paolo Angioy, ritenendo che non ci fossero prove sulla loro responsabilità.
Ma la presunta vittima dell’usura si è opposta alla richiesta di archiviazione della Procura. Ieri l’udienza davanti al giudice che doveva decidere se archiviare o meno il procedimento penale.
L’avvocato Merlini ha sollecitato la riapertura delle indagini per fare chiarezza sulla vicenda ritenendo che l’usura fosse provata dalle stesse perizie eseguite nella causa civile e chiedendo che venissero individuati gli effettivi responsabili dei tassi usurari applicati all’imprenditore.
Il gip Marco Contu ha accolto la richiesta del penalista e ha ordinato alla Procura di proseguire le indagini.
Il pubblico ministero avrà sei mesi di tempo per approfondire l’inchiesta e disporre nuovi accertamenti per risalire agli eventuali responsabili. «Alla luce di questa decisione – commenta con soddisfazione l’avvocato Merlini – chiederemo ora che venga bloccato il provvedimento di esecuzione del pignoramento della casa». (t.s.)
Un risultato decisamente importante sul fronte penale per l’imprenditore arzachenese che potrebbe avere risvolti positivi anche nella causa civile: su Azara pende un pignoramento di poco meno di un milione di euro e proprio in questi giorni l’uomo ha ricevuto l’ordine di sgombero della casa pignorata, che è stata già messa in vendita.
La Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento penale per usura bancaria nei confronti dei responsabili nazionale, sardo e territoriale della Bnl, Nicola D’Anselmo, Sergio Olla e Paolo Angioy, ritenendo che non ci fossero prove sulla loro responsabilità.
Ma la presunta vittima dell’usura si è opposta alla richiesta di archiviazione della Procura. Ieri l’udienza davanti al giudice che doveva decidere se archiviare o meno il procedimento penale.
L’avvocato Merlini ha sollecitato la riapertura delle indagini per fare chiarezza sulla vicenda ritenendo che l’usura fosse provata dalle stesse perizie eseguite nella causa civile e chiedendo che venissero individuati gli effettivi responsabili dei tassi usurari applicati all’imprenditore.
Il gip Marco Contu ha accolto la richiesta del penalista e ha ordinato alla Procura di proseguire le indagini.
Il pubblico ministero avrà sei mesi di tempo per approfondire l’inchiesta e disporre nuovi accertamenti per risalire agli eventuali responsabili. «Alla luce di questa decisione – commenta con soddisfazione l’avvocato Merlini – chiederemo ora che venga bloccato il provvedimento di esecuzione del pignoramento della casa». (t.s.)
