OIbia, caso Geovillage: il direttore del Cipnes Carta resta sospeso
Tiziana Simula
Il tribunale del riesame conferma la misura cautelare nei confronti del funzionario accusato di turbativa d’asta
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OLBIA. Non ritornerà, per ora, alla guida del Cipnes, Aldo Carta. Il tribunale del Riesame di Sassari ha confermato la decisione del gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi che lo aveva sospeso dalle sue funzioni per un anno. Una misura interdittiva disposta nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Tempio sulla presunta turbativa d’asta nella vendita del Geovillage che lo vede indagato insieme all’imprenditore e creatore del mega complesso di zona industriale, Gavino Docche, e a suo figlio Fabio. Dopo quindici giorni di attesa, è arrivato il verdetto del collegio dei giudici a cui la difesa aveva presentato appello chiedendo l’annullamento del provvedimento. Verdetto tanto pesante quanto inatteso per Carta e i suoi avvocati, che ribadiscono la condotta legittima del loro assistito, e annunciano ricorso in Cassazione.
L’accusa. Per il procuratore Gregorio Capasso e il sostituto Mauro Lavra, titolari dell’inchiesta sul Geovillage, Aldo Carta e Gavino Docche avrebbero interferito con una serie di condotte nella procedura fallimentare del mega complesso di zona industriale, impedendo di attivare il bando di gara per la vendita del Geovillage, a danno dei creditori. La curatela sarebbe stata sistematicamente condizionata dall’esercizio scorretto dei poteri del Cipnes, diretti – questa l’accusa della Procura condivisa nell’ordinanza del gip – ad avvantaggiare l’interesse privato dei Docche. Una visione opposta a quella dell’indagato che ritiene di avere sempre agito nell’interesse pubblico e di avere negli anni sempre interloquito con la curatela per concertare percorsi giuridici e condividere soluzioni che salvaguardassero tutti gli interessi in gioco.
La difesa. «Ribadiamo l’insussistenza di profili di rilievo penale nel comportamento del dottor Aldo Carta – dicono i difensori del direttore del Cipnes, gli avvocati Marzio Altana e Alessandro Gentiloni Silveri, commentando la conferma della sospensione di Carta decisa dal Riesame – Ha sempre agito legittimamente a salvaguardia degli interessi pubblici di cui il Cipnes è titolare. Inoltre, i reati contestati presuppongono procedimenti amministrativi formali – quindi, una gara pubblica – che invece non sono mai avvenuti. Attendiamo di leggere le motivazioni per sottoporre il caso alla Corte di Cassazione».
L’inchiesta. Ai primi di giugno, il tribunale del Riesame aveva revocato gli arresti domiciliari nei confronti di Gavino Docche e di suo figlio Fabio, che aveva gestito il complesso immobiliare di zona industriale fino al 31 dicembre 2020.
L’operazione della guardia di finanza, delegata dal procuratore Capasso, era scattata il 10 maggio scorso col sequestro preventivo del Geovillage e l’arresto dei fondatori del complesso turistico alberghiero e sportivo della zona industriale di Olbia. Successivamente il gip del tribunale di Tempio, condividendo l’impianto accusatorio della Procura, aveva sospeso per un anno il direttore del Cipnes. Misura ora confermata.
A fine maggio, il Geovillage è stato liberato dai sigilli.
Il procuratore ha ordinato il dissequestro del complesso immobiliare e la restituzione in blocco alla curatela del fallimento. Con un obiettivo da perseguire: un contratto di affitto temporaneo e, poi, la vendita. Ma il primo tentativo è naufragato. L’unica offerta presentata al tribunale fallimentare per un affitto transitorio di 18 mesi, è stata rigettata per mancanza di requisiti.
Il Geovillage continua a restare chiuso in attesa di un nuovo bando di gara.
L’accusa. Per il procuratore Gregorio Capasso e il sostituto Mauro Lavra, titolari dell’inchiesta sul Geovillage, Aldo Carta e Gavino Docche avrebbero interferito con una serie di condotte nella procedura fallimentare del mega complesso di zona industriale, impedendo di attivare il bando di gara per la vendita del Geovillage, a danno dei creditori. La curatela sarebbe stata sistematicamente condizionata dall’esercizio scorretto dei poteri del Cipnes, diretti – questa l’accusa della Procura condivisa nell’ordinanza del gip – ad avvantaggiare l’interesse privato dei Docche. Una visione opposta a quella dell’indagato che ritiene di avere sempre agito nell’interesse pubblico e di avere negli anni sempre interloquito con la curatela per concertare percorsi giuridici e condividere soluzioni che salvaguardassero tutti gli interessi in gioco.
La difesa. «Ribadiamo l’insussistenza di profili di rilievo penale nel comportamento del dottor Aldo Carta – dicono i difensori del direttore del Cipnes, gli avvocati Marzio Altana e Alessandro Gentiloni Silveri, commentando la conferma della sospensione di Carta decisa dal Riesame – Ha sempre agito legittimamente a salvaguardia degli interessi pubblici di cui il Cipnes è titolare. Inoltre, i reati contestati presuppongono procedimenti amministrativi formali – quindi, una gara pubblica – che invece non sono mai avvenuti. Attendiamo di leggere le motivazioni per sottoporre il caso alla Corte di Cassazione».
L’inchiesta. Ai primi di giugno, il tribunale del Riesame aveva revocato gli arresti domiciliari nei confronti di Gavino Docche e di suo figlio Fabio, che aveva gestito il complesso immobiliare di zona industriale fino al 31 dicembre 2020.
L’operazione della guardia di finanza, delegata dal procuratore Capasso, era scattata il 10 maggio scorso col sequestro preventivo del Geovillage e l’arresto dei fondatori del complesso turistico alberghiero e sportivo della zona industriale di Olbia. Successivamente il gip del tribunale di Tempio, condividendo l’impianto accusatorio della Procura, aveva sospeso per un anno il direttore del Cipnes. Misura ora confermata.
A fine maggio, il Geovillage è stato liberato dai sigilli.
Il procuratore ha ordinato il dissequestro del complesso immobiliare e la restituzione in blocco alla curatela del fallimento. Con un obiettivo da perseguire: un contratto di affitto temporaneo e, poi, la vendita. Ma il primo tentativo è naufragato. L’unica offerta presentata al tribunale fallimentare per un affitto transitorio di 18 mesi, è stata rigettata per mancanza di requisiti.
Il Geovillage continua a restare chiuso in attesa di un nuovo bando di gara.
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