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Olbia

Ordine del sindaco all’Ats «Aprite gli ambulatori»

Ordine del sindaco all’Ats «Aprite gli ambulatori»

Lai (Loiri-Porto San Paolo) firma il provvedimento e lo invia anche alla Procura Niente medico per migliaia di vacanzieri: «È interruzione di pubblico servizio?»

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OLBIA. Niente guardie mediche turistiche lungo la costa gallurese nell’estate 2021? Francesco Lai, sindaco di Loiri-Porto San Paolo, non ci sta. Firma un’ordinanza per certi versi clamorosa che invia per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Tempio: l’Ats, ovvero l’Azienda per la tutela della salute guidata dal commissario Massimo Temussi, deve riattivare immediatamente la guardia medica turistica. E l’Areus, l’Azienda regionale per l’emergenza urgenza – ordina il sindaco di Loiri Porto San Paolo – deve potenziare il servizio 118.

Francesco Lai è il primo sindaco della Gallura costiera a reagire al grave fallimento della sanità sarda, che – salvo cambi di rotta difficili da immaginare – quest’estate terrà chiusi i quattordici ambulatori che davano assistenza ai turisti che frequentano la costa da Badesi a Budoni, passando per Santa Teresa, Arzachena, Olbia, San Teodoro. E Loiri Porto San Paolo ovviamente, che, come segnala lo stesso sindaco, ha già fatto il pieno di vacanzieri.

Le guardie mediche turistiche avrebbero dovuto aprire a metà luglio, per restare in funzione fino all’inizio di settembre, ovvero nel periodo di massima presenza dei turisti. Ma non c’è stata alcuna apertura, l’Assl di Olbia ha ammesso di non essere in grado di attivare il servizio. Servirebbero un centinaio di medici, quelli disponibili sarebbero solo due.

L’ammissione di impotenza da parte dell’Assl sembrava essere passata sotto silenzio. L’ordinanza di Lai fa capire che non sarà così.

La decisione – spiega il sindaco – arriva a distanza di un mese dall’incontro che si è svolto in Prefettura a Sassari, al quale aveva partecipato anche l’assessore regionale alla sanità, Mario Nieddu, e dopo la proclamazione dello stato di emergenza sanitaria da parte di tutti i sindaci che fanno parte della conferenza territoriale socio sanitaria. «Nonostante – prosegue Francesco Lai – le reiterate richieste volte ad avere notizie sull’attivazione del servizio di guardia medica turistica nelle località costiere della Gallura, in particolare nel territorio di Porto San Paolo, e a cui hanno fatto seguito una miriade di rassicurazioni, nulla è stato fatto. L’utilizzo delle Usca prima, degli specializzandi al quarto anno poi, passando per la manifestazione di interesse per la ricerca delle figure da destinare alle guardie turistiche, sono rimaste azioni solamente sulla carta. A oggi, 19 luglio, le guardie mediche turistiche sono ancora chiuse. Le località costiere galluresi sono già sature di vacanzieri e non vi è un servizio territoriale che possa accoglierli. Parliamo di una utenza non residente in Sardegna che andrà inevitabilmente a ingolfare il già intasato e pieno di problemi Pronto soccorso di Olbia». Quanto al 118, Lai ricorda che «il bando per il potenziamento estivo del 118 ha visto due richieste da parte di associazioni locali per il punto di Porto San Paolo, entrambe rigettate dall’Areus per mancanza dei requisiti in ordine a un corso di aggiornamento. Come se in queste condizioni “sanitarie” ci si possa permettere di rinunciare a un presidio territoriale così importante, solo per alcuni cavilli burocratici».

Il sindaco di Loiri Porto San Paolo ha fatto notificare la sua ordinanza all’Ats e all’assessorato regionale alla sanità. L’ha inviata inoltre per conoscenza alla prefettura, che ha attivato un tavolo permanente sull’emergenza sanitaria gallurese. E, infine, l’ha indirizzata anche alla Procura della Repubblica di Tempio. Con una richiesta: verificare se con la mancata apertura delle guardie mediche turistiche si configura il reato di interruzione di pubblico servizio. (a.se.)

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