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Olbia

Scatti da una città tra dinamismo e decadenza

Scatti da una città tra dinamismo e decadenza

Costantino Pes, docente del Gramsci, racconta con le sue foto su Facebook le “stratificazioni” di Olbia

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OLBIA. Un po’ inconsapevolmente, all’inizio, e poi in maniera programmatica, ha svolto un vero e proprio studio antropologico sulla città. Nemmeno una macchina fotografica professionale, no: con il telefono cellulare che tiene sempre in tasca, ha iniziato a fotografare scorci di Olbia che a vederli così ritratti, almeno alcuni si fa fatica a riconoscerli.

Uno scatto ogni tanto, poi uno alla settimana, le foto sono diventate le sue «stratificazioni» della città. Condivise puntualmente sul profilo Facebook, oggi sono più di centocinquanta.

Ambizione e decadenza. L’autore si chiama Costantino Pes, docente al liceo classico Gramsci, anche se la sua principale veste è quella del traduttore e studioso di cultura e letteratura giapponese. Massimo esperto italiano dello scrittore Yokomitsu Riichi e tra i maggiori del premo Nobel Kawabata Yasunari. Ma questa è un’altra storia.

Si parla, piuttosto, dei suoi scatti social. Stratificazioni di una città che evolve rapidamente.

«Vivo a Olbia da sei anni – racconta Pes –, e due cose mi hanno sempre colpito molto: la sua particolarità di essere tanto dinamica per trattarsi di una città sarda; e poi gli edifici incompiuti e i casi di abusivismo. Olbia ha avuto uno sviluppo molto recente, e vive di piccole contraddizioni», dove ambizione e voglia di cambiamento si incontrano con i segni della decadenza periferica.

L'idea di una raccolta. Il fare è da antropologo, da moderno Malinowski che si immerge nella ricerca sul campo. Il metodo è geologico: vivisezionare la città per strati, il nuovo che si poggia su quello più datato. Per dire, una delle immagine più iconiche di Costantino Pes rappresenta un muro che si affaccia sulla strada, una passata d’intonaco nasconde probabilmente un graffito, ma su quello spazio imbiancato è presente una nuova scritta “Zona Bandinu Olbia”. «Alcuni abitanti di Zona Bandinu (Zb nei graffiti) tengono a marcare i confini del loro quartiere – spiega la didascalia di Pes –. Qui, all'angolo tra le baltiche via Lituania e via Estonia, si porta avanti da anni una lotta tra chi cancella la scritta e chi sistematicamente la ripropone».

In un’altra immagine, un deodorante per auto a forma di albero poggiato su un largo e grigio marciapiede di via Irlanda. Il commento in questo caso è secco: «Riqualificazione urbana».

«Alcune case abbandonate sono un classico esempio di stratificazione. Verniciate più volte, scavando piano nel muro è possibile vedere i vari colori», sintesi delle varie stagioni che hanno vissuto e vivono, e così l’intera città.

Il naturale epilogo del progetto di Costantino Pes sarebbe quello di raccogliere le tante foto della città in un volume, bello nell'estetica e importante nel suo valore, per ricordare i cambiamenti che in pochi anni hanno investito Olbia. (p.a.)

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