Pianeta scuola, dirigenti a confronto
All’asilo di Santa Lucia il dibattito promosso dalla lista civica Olbia democratica
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OLBIA. Tema: la scuola. Svolgimento: mancano edifici nuovi, pianificazione per contrastare la dispersione scolastica e sull’inclusività vanno fatti ancora grandi passi avanti. Sono gli argomenti che stanno più a cuore a dirigenti scolastici e docenti della città, riuniti nel giardino dell’asilo di Santa Lucia in occasione dell’incontro con il candidato sindaco Augusto Navone organizzato dalla lista civica Olbia democratica della Grande coalizione.
«Il Comune deve finalmente esercitare un ruolo di regia», auspica Gianluca Corda, tra i candidati e uno dei presidi del dibattito. Lui dirige l’istituto Amsicora. «Pubblica istruzione e servizi sociali devono dialogare, non sono da intendere come due entità separate». Si parla subito di inclusività, di alunni che in ogni grado – presenti rappresentanti di scuole primarie e secondarie – non vanno lasciati indietro. Questione che l’anno e mezzo di dad ha reso ancora più attuale. «Bisognerebbe capire la centralità del percorso scolastico per ragazzi con disabilità – a tal proposito la presidente di Sensibilmente onlus, Veronica Asara –. Non è legato solo alle nozioni». Scuola che diventa scuola di vita per assicurare loro autonomia nella quotidianità anche dopo gli anni di studi. Scuola, inoltre, che deve garantire un sostegno: parla per esempio di «emergenza giovanile» il dirigente Luigi Antolini che si occupa del liceo Mossa e dell’istituto tecnico Panedda. Si rifà ai fatti di cronaca recente, «il faro non è da puntare sui ragazzi, ma sul mondo adulto, sulle famiglie, vere vittime».
Parla anche di «sofferenza edilizia. Il liceo Mossa è arrivato ad avere una succursale e l’istituto vive ancora in un’area soggetta ai vincoli dell’alluvione». Le iscrizioni aumentano ma le aule rimangono le stesse, destino comune a tutti gli altri istituti superiori cittadini. Da diversi anni non si riescono a costruire scuole nuove e nei principali licei cittadini non si può intervenire perché siti in zone a rischio. Al termine dei tanti interventi la parola passa a Navone, che in mezzo a un inconsueto slancio elettorale deciso («noi queste elezioni le vinciamo, perché portiamo un messaggio sano di gestione della pubblica amministrazione»), riflette: «la prima cosa da fare è riportare la scuola al centro degli interessi e sviluppare politiche di supporto e assistenza. È assolutamente necessario farsi carico, oltre all’aspetto operativo, di coordinare la fase di rigenerazione della città».(p.a.)
«Il Comune deve finalmente esercitare un ruolo di regia», auspica Gianluca Corda, tra i candidati e uno dei presidi del dibattito. Lui dirige l’istituto Amsicora. «Pubblica istruzione e servizi sociali devono dialogare, non sono da intendere come due entità separate». Si parla subito di inclusività, di alunni che in ogni grado – presenti rappresentanti di scuole primarie e secondarie – non vanno lasciati indietro. Questione che l’anno e mezzo di dad ha reso ancora più attuale. «Bisognerebbe capire la centralità del percorso scolastico per ragazzi con disabilità – a tal proposito la presidente di Sensibilmente onlus, Veronica Asara –. Non è legato solo alle nozioni». Scuola che diventa scuola di vita per assicurare loro autonomia nella quotidianità anche dopo gli anni di studi. Scuola, inoltre, che deve garantire un sostegno: parla per esempio di «emergenza giovanile» il dirigente Luigi Antolini che si occupa del liceo Mossa e dell’istituto tecnico Panedda. Si rifà ai fatti di cronaca recente, «il faro non è da puntare sui ragazzi, ma sul mondo adulto, sulle famiglie, vere vittime».
Parla anche di «sofferenza edilizia. Il liceo Mossa è arrivato ad avere una succursale e l’istituto vive ancora in un’area soggetta ai vincoli dell’alluvione». Le iscrizioni aumentano ma le aule rimangono le stesse, destino comune a tutti gli altri istituti superiori cittadini. Da diversi anni non si riescono a costruire scuole nuove e nei principali licei cittadini non si può intervenire perché siti in zone a rischio. Al termine dei tanti interventi la parola passa a Navone, che in mezzo a un inconsueto slancio elettorale deciso («noi queste elezioni le vinciamo, perché portiamo un messaggio sano di gestione della pubblica amministrazione»), riflette: «la prima cosa da fare è riportare la scuola al centro degli interessi e sviluppare politiche di supporto e assistenza. È assolutamente necessario farsi carico, oltre all’aspetto operativo, di coordinare la fase di rigenerazione della città».(p.a.)
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