Il Tar: via le opere abusive dalla piattaforma sul mare
di Tiziana Simula
A Cannigione no alla sospensione dell’ordinanza comunale di demolizione Il provvedimento era stato impugnato dalla società “Pontile golfo di Arzachena”
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ARZACHENA. No alla sospensione dell’ordinanza di demolizione. Il Tar dà ragione al Comune nel braccio di ferro con la società Pontile Golfo di Arzachena che sta realizzando una piattaforma sul mare nella spiaggia di Cannigione. La società dovrà sottostare al provvedimento emesso il 10 maggio scorso col quale il dirigente del settore anti abusivismo del Comune imponeva alla Pontile Golfo di Arzachena la demolizione e la rimozione delle strutture abusive entro 90 giorni. Secondo gli accertamenti dell’ufficio antiabusi, i pilastri che dovrebbero sostenere una piattaforma-solarium sul mare con zona tavolini, sono state costruiti in maniera difforme rispetto al progetto. L’ordinanza indica una serie di difformità tra quanto realizzato e quanto indicato nel progetto: distanze tra i pilastri non rispettate, diametro dei pilastri di 20 centimetri più grande rispetto a quanto autorizzato, la presenza di ferri di armatura pronti per una gettata di calcestruzzo non prevista. I legali della società, gli avvocati Gian Comita Ragnedda e Gian Marco Usai, avevano impugnato l’ordinanza di demolizione, la successiva diffida del Comune a non dare corso ai lavori e tutti gli atti connessi alla realizzazione dell’opera. Il presidente della sezione seconda del Tribunale amministrativo regionale, Francesco Scano, aveva fissato la camera di consiglio per il 21 luglio scorso. Che si è regolarmente svolta in videoconferenza. I ricorrenti chiedevano, nello specifico, la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza di demolizione, della diffida e del parere negativo del servizio edilizia privata in merito alla scia (segnalazione certificata di inizio attività). A conclusione della camera di consiglio, il Tar ha respinto l’istanza cautelare chiesta dalla società «ritenendo, ad un primo esame, la non consistente probabilità di esito favorevole del ricorso, considerato in particolare che non può ritenersi idonea una scia per variante in corso d’opera per sanare le difformità già realizzate e contestate nell’ordinanza di demolizione, ed essendo, invece, necessaria un’apposita istanza di accertamento di conformità». Nessuna sospensione, insomma. L’ordinanza di demolizione del Comune – rappresentato dagli avvocati Stefano Forgiarini e Giosuè Seghezzi – deve essere eseguita.
La presenza dei pilastri in mare era stata segnalata da diversi cittadini sui social tre mesi fa.
La presenza dei pilastri in mare era stata segnalata da diversi cittadini sui social tre mesi fa.
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