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Olbia

Villa Nizzi, svolta al Tar: «Gli abusi sono sanabili»

di Marco Bittau
Villa Nizzi, svolta al Tar: «Gli abusi sono sanabili»

Il tribunale ha annullato il diniego dell’ufficio tecnico di Comune di Golfo Aranci L’abitazione resta sotto sequestro ma cambia il quadro giudiziario della vicenda

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OLBIA. Il Tar della Sardegna ha detto no al Comune di Golfo Aranci: le irregolarità edilizie riscontrate dalla Procura di Tempio a Villa Nizzi possono essere sanate. Significa che la procedura amministrativa di “conformità” avviata dal sindaco di Olbia (e negata dall’ufficio tecnico comunale) è legittima. Soprattutto, significa, che la storia giudiziaria dell’abitazione costruita a Terrata Sottomonte è ancora tutta da scrivere.

Al tribunale amministrativo regionale avevano fatto ricorso i difensori del sindaco di Olbia, gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana, che ieri hanno incassato una sentenza di vitale importanza per le argomentazioni difensive. Tra l’altro, non un provvedimento di sospensione con rinvio al giudizio di merito, ma direttamente una sentenza in forma semplificata che annulla il diniego del Comune di Golfo Aranci. Sempre il Tar, poco più di un mese fa, aveva anche annullato l’ordinanza di demolizione della villa.

Cambia ora il quadro giudiziario complessivo della vicenda. «È una decisione tanto attesa quanto fondamentale per la risoluzione dell’intera vicenda», confermano gli avvocati difensori. In effetti, la sentenza del Tar è sicuramente un elemento utile per permettere al sindaco Settimo Nizzi il rientro nella sua abitazione, ancora sotto sequestro cautelare da parte della Procura. Non solo, la stessa sentenza rimette in gioco la difesa del sindaco anche sul fronte dell’inchiesta penale, condotta personalmente dal procuratore di Tempio, Gregorio Capasso.

Da un colpo di scena all’altro, peraltro in piena campagna elettorale, la situazione dell’abitazione del sindaco di Olbia continua ad essere complessa. La villa di Terrata al momento resta sotto sequestro per abusi edilizi con un provvedimento cautelare che ha superato anche l’esame della Cassazione. Inoltre, il gip del tribunale ha anche disposto lo sgombero dell’abitazione dove il sindaco viveva con la sua famiglia sino a qualche settimana fa.

I presunti abusi rilevati dall’inchiesta della Procura di Tempio riguardano il seminterrato dell'abitazione, dove è stata realizzata una cucina abitabile, trasformando la destinazione d'uso di un locale che invece avrebbe dovuto ospitare al massimo una cantina. Non solo, la Procura ha contestato al sindaco di aver costruito con una concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Tutto questo nelle carte di un’inchiesta con cinque persone indagate: il padrone di casa, il titolare della società che ha eseguito i lavori, il direttore del cantiere, il progettista e un funzionario del Comune di Golfo Aranci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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