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Olbia

Patrizia Desole: «Hotel e periferie: il Puc è inadeguato ai bisogni di Olbia»

Patrizia Desole, consigliera comunale della Coalizione civica
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Patrizia Desole, consigliera comunale della Coalizione civica

Dopo le osservazioni della Regione l’opposizione in consiglio comunale accusa: «Piano da rivedere con la concertazione»

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OLBIA. «I timori della Grande coalizione sul Puc hanno trovato conferma nelle 167 pagine di prescrizioni inviate dalla Regione al Comune. Il Puc adottato dalla maggioranza non rispetta le norme vigenti». L’esponente della Coalizione civica, Patrizia Desole, all’opposizione in consiglio comunale e alle prossime elezioni comunali candidata a sostegno di Augusto Navone, commenta le prescrizioni degli uffici tecnici regionali al piano urbanistico Nizzi e alimenta il dibattito sul futuro della città.

In sintesi, i pilastri della filosofia urbanistica vengono smantellati. Arriva il no al raddoppio del porto turistico di Olbiamare e a Olbiamare 2. Nel primo caso, come sostenuto anche da una osservazione, bocciata, del consorzio Molluschicoltori, nelle aree destinate all’estensione delle banchine per maxi yacht del Moys, fino al 2032 ci sono le concessioni per la mitilicoltura, regolarmente autorizzate dalla Regione. Nel secondo caso la nuova zona C residenziale voluta dall’imprenditore Sergio Zuncheddu andrebbe a toccare una zona protetta.

Ci sono poi alcuni hotel a 5 stelle nelle zone F turistiche, quelle pregiate sulla costa, di cui la Regione chiede lo stralcio. Alcuni alberghi come quello di Capo Ceraso-Costa Turchese non si possono realizzare come proposti dal Comune perché il cemento verebbe messo su zone che le cartografie indicano come boschive, quindi con vincolo di inedificabilità. Contestata anche la posizione dell’hotel, lontano dall’insediamento turistico esistente, quindi una costruzione ex novo e non in continuità come previsto dal Ppr. Spazzato via anche il campo da golf sul promontorio di Sa Testa, non cmpatibile con la natura dell’area.

«Il Puc Nizzi appare inadeguato agli interessi di Olbia e in più non definisce una chiara strategia di sviluppo per il futuro della città – attacca Desole –. Alberghi nelle aree boschive ricche di vegetazione protetta come i ginepri, ingerenze nelle aree di stabulazione dei mitili e soprattutto mancanza di una previsione di riqualificazione dei quartieri periferici, afflitti ormai da una cronica carenza di attenzione da parte dell’amministrazione. Tutto ciò fa di questo Puc un piano lontano dalle esigenze della popolazione, totalmente da rivedere con la concertazione dei cittadini. la missione di un piano urbanistico non può che essere quella di costruire una città moderna, funzionale, bella e vivibile, dove grande importanza viene data al patrimonio storico-archeologico, troppo spesso nascosto o sottovalutato, al verde pubblico, alla manutenzione delle strade, agli spazi di socializzazione e ai servizi comuni».

La consigliera democratica tocca poi il nervo scoperto della sicurezza idrogeologica. «Altra questione cruciale per la città: a distanza di anni Olbia non ha ancora un piano di sicurezza idrogeologica», conclude Desole. (se.lu.)
 

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