Le imprese in prima linea per rilanciare l’economia
di Giandomenico Mele
L’obiettivo è intercettare i finanziamenti del Pnrr da destinare ai settori in crisi La lista delle priorità: trasporti, viabilità, sanità, rete idrica, scuola e formazione
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OLBIA. Fare la voce grossa per ottenere risultati. Camminare insieme per dimostrare di essere un esercito, non una banda di sprovveduti. L’obiettivo perseguito dalla Camera di commercio di Sassari, nel sostenere il Tag, il tavolo delle associazioni della Gallura, insieme all’omologo Tips di Sassari, è quello di raccogliere la spinta delle imprese del territorio per intercettare il fiume di risorse in arrivo dall’Europa con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). «Entrambe le associazioni producono idee, il nostro compito è quello di fare sintesi e andare dalla politica regionale con una rappresentanza forte per sostenere lo sviluppo economico del nord Sardegna», ha spiegato Stefano Visconti, presidente della Camera di commercio di Sassari. Insieme a lui Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, in rappresentanza del Tips, e Benedetto Fois, presidente della Cna e delegato del Tag, oltre che rappresentante della giunta camerale.
«Il Tag è nato 8 anni fa intorno a un tavolo di confronto che unisce tutte le sigle delle organizzazioni datoriali e sindacali per puntare a soddisfare interessi inclusivi – ha spiegato Fois –. Abbiamo scelto di unirci nell’interesse generale, noi parliamo di Sardegna e non solo di Gallura, dobbiamo abbattere i muri che ci dividono». L’obiettivo è quello di avere peso specifico nelle scelte che indirizzeranno i soldi in arrivo in Sardegna. I temi di maggior rilievo affrontati in questi anni rappresentano anche le linee di azione indirizzate all’ottenimento delle risorse necessarie a far camminare il sistema Gallura. Partendo dalla realizzazione o dal completamento delle infrastrutture, in particolare della rete viaria, tra cui i collegamenti tra Olbia e Sassari, la Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa, il ripristino dell’asse stradale Tempio-Olbia ancora interrotto dall’alluvione del 2013, la Olbia-Padru-Buddusò-Abbasanta. Tutti interventi urgenti anche per la lotta contro lo spopolamento delle aree interne, isolate e tagliate fuori dalle opportunità di sviluppare le loro energie e potenzialità economiche.
L’elenco delle priorità per far ripartire il nord Sardegna è lungo, come emerso nel confronto di ieri. Riguarda, ad esempio, la dotazione di risorse idriche adeguate ai fabbisogni del territorio, anche attraverso il finanziamento di opere pubbliche da realizzarsi da parte di Comuni e Consorzio di bonifica della Gallura. La soluzione strutturale del cronico problema dei trasporti, con particolare riferimento alla continuità territoriale delle persone e delle merci, ma anche alla liquidazione della compagnia Air Italy, e al destino dei 1500 lavoratori, alla perdita di competenze, di reddito e servizi per il territorio.
E ancora, la situazione della sanità territoriale emersa in tutta la sua gravità e inadeguatezza rispetto al fabbisogno, in occasione della pandemia con tre strutture pubbliche dislocate in Gallura, totalmente insufficienti sul piano dei servizi e della tutela della salute dei cittadini. Altro settore su cui dirottare le risorse è la scuola e la formazione professionale, con la messa a punto di piani di offerta formativa in linea con le vocazioni economiche del territorio e le dinamiche evolutive del mercato del lavoro locale e regionale. Infine, la salvaguardia dei beni ambientali, con la tutela e valorizzazione del comparto principale, quello turistico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il Tag è nato 8 anni fa intorno a un tavolo di confronto che unisce tutte le sigle delle organizzazioni datoriali e sindacali per puntare a soddisfare interessi inclusivi – ha spiegato Fois –. Abbiamo scelto di unirci nell’interesse generale, noi parliamo di Sardegna e non solo di Gallura, dobbiamo abbattere i muri che ci dividono». L’obiettivo è quello di avere peso specifico nelle scelte che indirizzeranno i soldi in arrivo in Sardegna. I temi di maggior rilievo affrontati in questi anni rappresentano anche le linee di azione indirizzate all’ottenimento delle risorse necessarie a far camminare il sistema Gallura. Partendo dalla realizzazione o dal completamento delle infrastrutture, in particolare della rete viaria, tra cui i collegamenti tra Olbia e Sassari, la Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa, il ripristino dell’asse stradale Tempio-Olbia ancora interrotto dall’alluvione del 2013, la Olbia-Padru-Buddusò-Abbasanta. Tutti interventi urgenti anche per la lotta contro lo spopolamento delle aree interne, isolate e tagliate fuori dalle opportunità di sviluppare le loro energie e potenzialità economiche.
L’elenco delle priorità per far ripartire il nord Sardegna è lungo, come emerso nel confronto di ieri. Riguarda, ad esempio, la dotazione di risorse idriche adeguate ai fabbisogni del territorio, anche attraverso il finanziamento di opere pubbliche da realizzarsi da parte di Comuni e Consorzio di bonifica della Gallura. La soluzione strutturale del cronico problema dei trasporti, con particolare riferimento alla continuità territoriale delle persone e delle merci, ma anche alla liquidazione della compagnia Air Italy, e al destino dei 1500 lavoratori, alla perdita di competenze, di reddito e servizi per il territorio.
E ancora, la situazione della sanità territoriale emersa in tutta la sua gravità e inadeguatezza rispetto al fabbisogno, in occasione della pandemia con tre strutture pubbliche dislocate in Gallura, totalmente insufficienti sul piano dei servizi e della tutela della salute dei cittadini. Altro settore su cui dirottare le risorse è la scuola e la formazione professionale, con la messa a punto di piani di offerta formativa in linea con le vocazioni economiche del territorio e le dinamiche evolutive del mercato del lavoro locale e regionale. Infine, la salvaguardia dei beni ambientali, con la tutela e valorizzazione del comparto principale, quello turistico.
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