Droga a Telti: i due arrestati restano in cella
Confermata la misura cautelare in carcere per Attilio Cossu e Fabio Manai. Prosegue la caccia alle piantagioni di marijuana
OLBIA. Restano in cella Attilio Cossu, 40 anni, di Macomer, residente a Olbia, e Fabio Manai, 28 anni, anche lui domiciliato in città, arrestati nell’ambito di una vasta operazione condotta dai finanzieri di Livorno e Olbia che ha portato a un maxi sequestro di marijuana – 850 chili – stoccati in un deposito nelle campagne di Telti.
Il gip del tribunale di Tempio Marco Contu ha confermato la misura cautelare in carcere per i due indagati. Manai, ritenuto dagli investigatori il custode del capannone, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Attraverso il suo difensore, l’avvocato Marzio Altana, ha respinto le accuse e si è detto estraneo ai fatti contestati.
L’avvocato Antonello Desini che assiste Attilio Cossu, titolare insieme alla moglie di un’azienda agricola a Oschiri, si è opposto alla convalida dell’arresto e alla misura cautelare in carcere ritenendo che non ci fossero elementi indiziari forti che potessero ricondurre Cossu al deposito di Telti.
L’imprenditore agricolo era stato arrestato a fine maggio nel porto di Livorno allo sbarco dalla nave proveniente da Olbia: all’interno del camion, i finanzieri toscani avevano scoperto dieci chili di marijuana illegale. Era stato quindi arrestato e messo ai domiciliari, a Olbia, e sottoposto a controllo elettronico attraverso il braccialetto. Il suo difensore, ieri, ha sollecitato la scarcerazione evidenziando come, né dalle intercettazioni telefoniche, né dagli spostamenti registrati dal braccialetto elettronico, siano emersi spostamenti nell’agro di Telti. L’unica marijuana a lui riconducibile, ritrovata nel capannone, sarebbe di tipo legale (principio attivo cbd) comprovata dalla documentazione in parte già acquisita dalla guardia di finanza. Le argomentazioni dei difensori non sono state però sufficienti ad alleggerire la misura cautelare nei confronti dei due arrestati. Che, per decisione del gip, resteranno in carcere.
L’inchiesta condotta dalla procura di Livorno (pm Niccolò Volpe), in collaborazione con quella di Tempio (pm Laura Bassani), e che vede in campo i finanzieri toscani e quelli di Olbia, intanto va avanti alla ricerca delle piantagioni da cui proviene l’enorme quantità di marijuana sequestrata e stoccata nel deposito di Telti e dei personaggi che ruoterebbero attorno al presunto traffico tra la Sardegna e la Toscana. Le perquisizioni che hanno interessato le campagne di Olbia, Oschiri e Macomer hanno dato finora esito negativo. Gli inquirenti stanno vagliando la posizione di alcune persone.
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