“Organica”, una nuova serie di mostre
Inaugurata al centro Cedap l’installazione “Mirroring” di Ivo Serafino Fenu
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TEMPIO. Si protrarranno sino ad autunno inoltrato le mostre di Organica, la rassegna visiva progettata da Tramedarte, associazione nata nel 2018 da un'idea di Antonello Fresu e Giannella Demuro che ha individuato nel Cedap (Centro di educazione e documentazione ambientale e paesaggistica del Limbara) lo spazio espositivo ideale per un’arte che mira a intessere un rapporto creativo e performante con l’ambiente ospitante. A inaugurare la nuova serie di mostre della seconda edizione di Organica sarà Antonello Fresu con “Mirroring”. Curata da Ivo Serafino Fenu, la mostra viene definita dallo stesso curatore “un paradosso visivo totale in cui una porzione di realtà viene rubata al suo contesto naturale, ricomposta e musealizzata in una sorta di ready-made ipertrofico. Natura e artificio sono costretti a convivere in un processo ossimorico che annulla il senso dello spazio e del tempo, del dentro e del fuori, della verità e della finzione”. Proprio secondo lo spirito di Organica che vuole fare del Cedap una sorta di meta-luogo, un angolo della natura dove l’artificio riproduce la stessa natura.
Inaugurata ieri, la mostra di Fresu rimarrà aperta sino al 2 settembre e sarà seguita dalle esposizioni delle opere di Paolo Carta e Paola Dessy. Sono due le sezioni in cui si articola il Museo di arte ambientale del Cedap. Oltre a quella dedicata all’arte contemporanea, ce n’è anche una destinata alla fotografia. Per entrambe le sezioni il filo comune è il rapporto uomo-natura, per un’arte da fruire ma anche da meditare perché diventi – come sostengono i suoi ideatori – un’occasione per offrire spunti di riflessione sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente naturale. Obiettivo che è anche il requisito utilizzato per la scelta degli artisti e delle opere, come potrà in prima persona constatare il visitatore del museo tanto negli spazi chiusi quanto all’aperto. Potrà, ad esempio, ammirare i percorsi di “Opere nel bosco”, un racconto per immagini delle opere installate e disseminate come i sassolini di Pollicino nel bosco. Percorsi per esplorare, dunque, ma anche per ritrovarsi di nuovo alla fine di un viaggio. Le opere esposte in permanenza sono di Pietruccia Bassu, Paolo Carta, Paola Dessy, Daniela Frongia, Giuseppe Loi, Gianni Nieddu, Sabrina Oppo, Bruno Petretto, Josephine Sassu, Monica Solinas. Chiuso il lunedì, il Cedap può essere visitato dal martedì al giovedì (ore 13-18) e dal venerdì alla domenica (dalle 12 alle 18). È necessario il Green pass. Info: telòefonare 339.5906900. (g.pu.)
Inaugurata ieri, la mostra di Fresu rimarrà aperta sino al 2 settembre e sarà seguita dalle esposizioni delle opere di Paolo Carta e Paola Dessy. Sono due le sezioni in cui si articola il Museo di arte ambientale del Cedap. Oltre a quella dedicata all’arte contemporanea, ce n’è anche una destinata alla fotografia. Per entrambe le sezioni il filo comune è il rapporto uomo-natura, per un’arte da fruire ma anche da meditare perché diventi – come sostengono i suoi ideatori – un’occasione per offrire spunti di riflessione sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente naturale. Obiettivo che è anche il requisito utilizzato per la scelta degli artisti e delle opere, come potrà in prima persona constatare il visitatore del museo tanto negli spazi chiusi quanto all’aperto. Potrà, ad esempio, ammirare i percorsi di “Opere nel bosco”, un racconto per immagini delle opere installate e disseminate come i sassolini di Pollicino nel bosco. Percorsi per esplorare, dunque, ma anche per ritrovarsi di nuovo alla fine di un viaggio. Le opere esposte in permanenza sono di Pietruccia Bassu, Paolo Carta, Paola Dessy, Daniela Frongia, Giuseppe Loi, Gianni Nieddu, Sabrina Oppo, Bruno Petretto, Josephine Sassu, Monica Solinas. Chiuso il lunedì, il Cedap può essere visitato dal martedì al giovedì (ore 13-18) e dal venerdì alla domenica (dalle 12 alle 18). È necessario il Green pass. Info: telòefonare 339.5906900. (g.pu.)
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