Incendi, un’altra notte di paura
Fuoco vicino alle case a Berchiddeddu. Lai (Loiri): «Siamo stremati, prendete questi criminali»
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OLBIA. Una notte di paura a Loiri e Berchiddeddu. Un risveglio tra rabbia e un pesante odore di bruciato a Olbia, dal quartiere Sa Minda noa a via Veronese. La conta dei danni e lo spegnimento degli ultimi tizzoni fumanti tra Pascaredda e Monti di Deu a Calangianus. E poi un nuovo allarme incendi a Casagliana, a lato della strada Olbia-Arzachena, dove una colonna di fumo levatasi alta nel primo mattino ha fatto temere per monte Plebi e le colline alle spalle di Olbia, in direzione Arzachena. Un incendio subito spento, per fortuna, anche grazie all’intervento di un elicottero della Forestale subito inviato dal Limbara. Ma non è finita qui, perché nel pomeriggio, poco dopo le 17, è partito un altro incendio vicino alla stazione di Enas, nel territorio di Olbia, a lato della quattro corsie Olbia-Sassari.
Anche quella di ieri, per la Gallura è stata una giornata nel segno del fuoco. Con una domanda ricorrente: che cosa c’è dietro? Per Francesco Lai, sindaco di Loiri-Porto San Paolo, non ci sono dubbi per quanto riguarda il suo territorio e in particolare l’area della frazione Zappallì, al confine con Berchiddeddu, dove tra lunedì e ieri sono andati in fumo da 30 a 35 ettari: «È un incendio doloso. Non può essere altrimenti. È la terza volta nella stessa zona in poche settimane e in due occasioni hanno scelto le giornate di allerta rossa per il vento e le alte temperature. Anche la scorsa estate la stessa zona è stata presa di mira diverse volte. Siamo allo stremo delle forze. Chiedo a chi indaga di assicurare al più presto questi delinquenti alla giustizia».
Lai ha passato la notte in bianco. Dopo le 22,30 di lunedì, l’incendio tra Berchideddu e Zappallì alta, messo sotto controllo da Canadair, elicotteri e squadre a terra del Corpo forestale, barracelli, protezione civile, operai Forestas e vigili del fuoco, ha ripreso vigore spinto dal forte vento di maestrale. Una notte di inferno per gli abitanti dei due borghi di campagna. Verso l'una del mattino le fiamme hanno puntato sulle case di Berchiddeddu, poi per fortuna il vento ha cambiato direzione. Provvidenziale l’intervento dei barracelli e dei vigili del fuoco in una stalla in cui erano ricoverate mucche. Il vento ha trasportato piccole scintille dentro il locale scatenando le fiamme. Il fuoco era partito nel pomeriggio da un punto inaccessibile ai mezzi di terra, vicino a un roccione chiamato Lu Casteddu di Berchiddeddu. Solo ieri mattina all’alba, quando i mezzi aerei sono potuti tornare in volo, le fiamme sono state definitivamente sotto controllo.
Sulla dolosità del rogo di Zappallì-Berchiddeddu ha pochi dubbi anche il Corpo forestale. Gli investigatori sono al lavoro per individuare gli incendiari. «Nella zona – spiega Giannicola Zuccarelli, direttore dell’Ispettorato del Corpo forestale di Tempio – si sono verificati nove principi di incendio in giornate di vento. Le indagini sono in corso. Certo, servirebbe più collaborazione da parte della gente».
Non ci sono invece dati certi sulle cause dell’incendio alla periferia nord di Olbia dove, nonostante siano bruciati pochi ettari, la paura è stata grande a causa della vicinanza delle abitazioni del quartiere e dell’incendio di una condotta del gas.
Secondo i rilievi della Forestale, potrebbe essere colposo invece l’incendio che lunedì ha bruciato una quindicina di ettari – metà dei quali sugherete – nel territorio di Calangianus, dove ha pesato il ritardo dell’avvistamento a causa della mancanza di una vedetta (operativa solo 5 giorni su 7). Non ci sono, infatti, solo gli incendiari consapevoli a mettere in pericolo il territorio. Secondo le indagini del Corpo forestale, sono colposi alcuni incendi delle scorse settimane nei territori di Trinità, Berchidda (un cavo elettrico difettoso) e Oschiri (dove in un caso ha preso fuoco un trattore e in un altro a scatenare il fuoco è stata una sigaretta accesa gettata in una cunetta poco pulita). (a.se.)
Anche quella di ieri, per la Gallura è stata una giornata nel segno del fuoco. Con una domanda ricorrente: che cosa c’è dietro? Per Francesco Lai, sindaco di Loiri-Porto San Paolo, non ci sono dubbi per quanto riguarda il suo territorio e in particolare l’area della frazione Zappallì, al confine con Berchiddeddu, dove tra lunedì e ieri sono andati in fumo da 30 a 35 ettari: «È un incendio doloso. Non può essere altrimenti. È la terza volta nella stessa zona in poche settimane e in due occasioni hanno scelto le giornate di allerta rossa per il vento e le alte temperature. Anche la scorsa estate la stessa zona è stata presa di mira diverse volte. Siamo allo stremo delle forze. Chiedo a chi indaga di assicurare al più presto questi delinquenti alla giustizia».
Lai ha passato la notte in bianco. Dopo le 22,30 di lunedì, l’incendio tra Berchideddu e Zappallì alta, messo sotto controllo da Canadair, elicotteri e squadre a terra del Corpo forestale, barracelli, protezione civile, operai Forestas e vigili del fuoco, ha ripreso vigore spinto dal forte vento di maestrale. Una notte di inferno per gli abitanti dei due borghi di campagna. Verso l'una del mattino le fiamme hanno puntato sulle case di Berchiddeddu, poi per fortuna il vento ha cambiato direzione. Provvidenziale l’intervento dei barracelli e dei vigili del fuoco in una stalla in cui erano ricoverate mucche. Il vento ha trasportato piccole scintille dentro il locale scatenando le fiamme. Il fuoco era partito nel pomeriggio da un punto inaccessibile ai mezzi di terra, vicino a un roccione chiamato Lu Casteddu di Berchiddeddu. Solo ieri mattina all’alba, quando i mezzi aerei sono potuti tornare in volo, le fiamme sono state definitivamente sotto controllo.
Sulla dolosità del rogo di Zappallì-Berchiddeddu ha pochi dubbi anche il Corpo forestale. Gli investigatori sono al lavoro per individuare gli incendiari. «Nella zona – spiega Giannicola Zuccarelli, direttore dell’Ispettorato del Corpo forestale di Tempio – si sono verificati nove principi di incendio in giornate di vento. Le indagini sono in corso. Certo, servirebbe più collaborazione da parte della gente».
Non ci sono invece dati certi sulle cause dell’incendio alla periferia nord di Olbia dove, nonostante siano bruciati pochi ettari, la paura è stata grande a causa della vicinanza delle abitazioni del quartiere e dell’incendio di una condotta del gas.
Secondo i rilievi della Forestale, potrebbe essere colposo invece l’incendio che lunedì ha bruciato una quindicina di ettari – metà dei quali sugherete – nel territorio di Calangianus, dove ha pesato il ritardo dell’avvistamento a causa della mancanza di una vedetta (operativa solo 5 giorni su 7). Non ci sono, infatti, solo gli incendiari consapevoli a mettere in pericolo il territorio. Secondo le indagini del Corpo forestale, sono colposi alcuni incendi delle scorse settimane nei territori di Trinità, Berchidda (un cavo elettrico difettoso) e Oschiri (dove in un caso ha preso fuoco un trattore e in un altro a scatenare il fuoco è stata una sigaretta accesa gettata in una cunetta poco pulita). (a.se.)
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