«Noi e Gino Strada, il ricordo di un incontro»
di Giuseppe Pulina
Un gruppo studenti di Tempio lo intervistò a Milano: «Un’emozione che sentimmo con forza»
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TEMPIO. C’è una generazione di studenti tempiesi di cui si conserva ancora il ricordo. Erano i ragazzi di contro-mano, liceali del “Dettori”, fondatori di una delle prime testate scolastiche on line, vincitori di tanti titoli, compreso quello nazionale assegnatogli dall’Ordine dei giornalisti.
Tra le tante imprese giornalistiche che misero a segno nei sei anni di attività della loro rivista tutti ricordano l’incontro con Gino Strada. Un incontro casuale, a lungo desiderato, ma ritenuto di difficile realizzazione per i tanti impegni del fondatore di Emergency. Fortuna volle che riuscirono, comunque, ad esaudire quel sogno, incontrando Strada a Milano, mentre stavano per recarsi a Linate e fare ritorno nell’isola, dopo avere visitato le sedi del “Corriere della Sera” e della “Gazzetta dello sport”, ricevuti con tutti gli onori dai direttivi e dai giornalisti dei due quotidiani. Strada attraversava la città con il passo spedito di chi aveva mille cose da fare. Dopo la prima sorpresa e dopo essersi accertati che quel signore con la barba brizzolata era proprio lui, decisero di farglisi incontro e di presentarsi. Erano di contro-mano e non avrebbero voluto perdere quell’occasione per nessuna ragione al mondo. Dalla loro avevano anche il numero: una ventina di liceali e due insegnanti accompagnatori un po’ imbarazzati per l’intraprendenza dei loro studenti, trasformatisi improvvisamente in giornalisti d’assalto. Gino Strada accolse con un gran sorriso le loro richieste e accettò di farsi intervistare. Volle informarsi sulla loro provenienza e identità, facendosi anche immortalare per qualche foto da pubblicare sul giornale. L’idea di usare quella manciata di minuti per un selfie sembrò a tutti uno spreco e ciò consigliò un uso più professionale della macchina fotografica. Furono tante le domande che gli vennero rivolte: dalle difficoltà di Emergency ai nuovi scenari di guerra nel pianeta, dall’importanza delle ong alle priorità della politica e dell'informazione. Domande dirette per risposte concise e chiare che miravano, come sempre e secondo lo stile dell'intervistato, al cuore delle questioni. Questa fu la grande lezione, inattesa e improvvisata, che in quel giorno di primavera del 2006 venti ragazzi galluresi hanno ricevuto da uno dei loro miti più amati.
«Fu un’emozione – dichiara Claudia Cusseddu, presente nella foto che immortala l’incontro con Strada – che tutti sentimmo con forza». E che oggi, aggiungiamo noi, la scomparsa di Gino Strada avrà reso ancor più intensa e, soprattutto, preziosa.
Tra le tante imprese giornalistiche che misero a segno nei sei anni di attività della loro rivista tutti ricordano l’incontro con Gino Strada. Un incontro casuale, a lungo desiderato, ma ritenuto di difficile realizzazione per i tanti impegni del fondatore di Emergency. Fortuna volle che riuscirono, comunque, ad esaudire quel sogno, incontrando Strada a Milano, mentre stavano per recarsi a Linate e fare ritorno nell’isola, dopo avere visitato le sedi del “Corriere della Sera” e della “Gazzetta dello sport”, ricevuti con tutti gli onori dai direttivi e dai giornalisti dei due quotidiani. Strada attraversava la città con il passo spedito di chi aveva mille cose da fare. Dopo la prima sorpresa e dopo essersi accertati che quel signore con la barba brizzolata era proprio lui, decisero di farglisi incontro e di presentarsi. Erano di contro-mano e non avrebbero voluto perdere quell’occasione per nessuna ragione al mondo. Dalla loro avevano anche il numero: una ventina di liceali e due insegnanti accompagnatori un po’ imbarazzati per l’intraprendenza dei loro studenti, trasformatisi improvvisamente in giornalisti d’assalto. Gino Strada accolse con un gran sorriso le loro richieste e accettò di farsi intervistare. Volle informarsi sulla loro provenienza e identità, facendosi anche immortalare per qualche foto da pubblicare sul giornale. L’idea di usare quella manciata di minuti per un selfie sembrò a tutti uno spreco e ciò consigliò un uso più professionale della macchina fotografica. Furono tante le domande che gli vennero rivolte: dalle difficoltà di Emergency ai nuovi scenari di guerra nel pianeta, dall’importanza delle ong alle priorità della politica e dell'informazione. Domande dirette per risposte concise e chiare che miravano, come sempre e secondo lo stile dell'intervistato, al cuore delle questioni. Questa fu la grande lezione, inattesa e improvvisata, che in quel giorno di primavera del 2006 venti ragazzi galluresi hanno ricevuto da uno dei loro miti più amati.
«Fu un’emozione – dichiara Claudia Cusseddu, presente nella foto che immortala l’incontro con Strada – che tutti sentimmo con forza». E che oggi, aggiungiamo noi, la scomparsa di Gino Strada avrà reso ancor più intensa e, soprattutto, preziosa.
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