Merci pericolose a bordo, cento persone a terra
La Maddalena. L’Usb denuncia: «Rabbia all’imbarco del traghetto. Intervenga il prefetto»
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LA MADDALENA. L’Unione sindacale di base Sardegna chiede l’intervento del prefetto per i grossi disagi all’imbarco del traghetto avvenuti il 16 agosto, alle 23.50.
Il responsabile del sindacato Sardegna settore Mare e porti, Giulio Verrascina, ricostruisce l’accaduto. «Diverse centinaia di passeggeri, turisti e residenti con auto al seguito, circa un centinaio, non hanno potuto imbarcare. Come da ordinanza della Capitaneria di porto, viene riservata una corsa marittima alla cisterna merce pericolosa (benzina), con limitazione del carico passeggeri a non più di 25 unità. Tutto legittimo, pensiamo che la sicurezza debba venire prima di tutto, ma è pur vero che stentiamo a capire l’urgenza di stabilire che nella notte tra il 16 e 17 agosto alla mezzanotte, in piena estate, la cisterna debba avere precedenza su centinaia di passeggeri, tra cui molti bambini e anziani, molti dei quali stanchi in quanto avevano già sulle spalle un’intera giornata di viaggio per arrivare a imbarcarsi per La Maddalena. Gli stessi hanno mostrato segnali di disperazione e rabbia per il fatto che nessuno avesse anticipato il rischio poi avveratosi, quello di rimanere a terra al porto di Palau per più di un’ora e venti minuti. Pensiamo che il buon senso dovesse prevalere su due punti fondamentali, soprattutto in questo momento delicato dovuto al Covid, con tutta la prevenzione in essere».
Il sindacato sottolinea che «gli organi competenti che hanno concesso l’autorizzazione per il trasporto della cisterna alle 24 avrebbero potuto verificare quanto meno il possibile rischio di massima affluenza come passeggeri e auto in quella fascia oraria, magari concordando lo slittamento alla corsa successiva del mezzo con merce pericolosa, in diverse occasioni attuata in passato. Una corsa sicuramente con meno affluenza di passeggeri. Scuramente arrivare alle 1.20 rispetto alle 00,20non avrebbe inciso molto nel servizio che l’autista avrebbe dovuto svolgere. Precedentemente questi tipi di servizio merci pericolosi usufruivano di mezzi privati straordinari solo per loro. Limitare se non bloccare la bigliettazione passeggeri in quella fascia oraria, a parte chi aveva il biglietto già precedentemente acquistato, evitando cosi un aumento eccessivo di passeggeri in quella corsa per giunta limitata come da ordinanza, sarebbe stato più ragionevole oltre che corretto verso i passeggeri stessi. Si sono vissuti momenti di rabbia, con passeggeri sulla rampa che volevano impedire la partenza, scagliandosi anche verbalmente contro alcuni componenti dell’equipaggio. Chiediamo al prefetto che intervenga».
Il responsabile del sindacato Sardegna settore Mare e porti, Giulio Verrascina, ricostruisce l’accaduto. «Diverse centinaia di passeggeri, turisti e residenti con auto al seguito, circa un centinaio, non hanno potuto imbarcare. Come da ordinanza della Capitaneria di porto, viene riservata una corsa marittima alla cisterna merce pericolosa (benzina), con limitazione del carico passeggeri a non più di 25 unità. Tutto legittimo, pensiamo che la sicurezza debba venire prima di tutto, ma è pur vero che stentiamo a capire l’urgenza di stabilire che nella notte tra il 16 e 17 agosto alla mezzanotte, in piena estate, la cisterna debba avere precedenza su centinaia di passeggeri, tra cui molti bambini e anziani, molti dei quali stanchi in quanto avevano già sulle spalle un’intera giornata di viaggio per arrivare a imbarcarsi per La Maddalena. Gli stessi hanno mostrato segnali di disperazione e rabbia per il fatto che nessuno avesse anticipato il rischio poi avveratosi, quello di rimanere a terra al porto di Palau per più di un’ora e venti minuti. Pensiamo che il buon senso dovesse prevalere su due punti fondamentali, soprattutto in questo momento delicato dovuto al Covid, con tutta la prevenzione in essere».
Il sindacato sottolinea che «gli organi competenti che hanno concesso l’autorizzazione per il trasporto della cisterna alle 24 avrebbero potuto verificare quanto meno il possibile rischio di massima affluenza come passeggeri e auto in quella fascia oraria, magari concordando lo slittamento alla corsa successiva del mezzo con merce pericolosa, in diverse occasioni attuata in passato. Una corsa sicuramente con meno affluenza di passeggeri. Scuramente arrivare alle 1.20 rispetto alle 00,20non avrebbe inciso molto nel servizio che l’autista avrebbe dovuto svolgere. Precedentemente questi tipi di servizio merci pericolosi usufruivano di mezzi privati straordinari solo per loro. Limitare se non bloccare la bigliettazione passeggeri in quella fascia oraria, a parte chi aveva il biglietto già precedentemente acquistato, evitando cosi un aumento eccessivo di passeggeri in quella corsa per giunta limitata come da ordinanza, sarebbe stato più ragionevole oltre che corretto verso i passeggeri stessi. Si sono vissuti momenti di rabbia, con passeggeri sulla rampa che volevano impedire la partenza, scagliandosi anche verbalmente contro alcuni componenti dell’equipaggio. Chiediamo al prefetto che intervenga».
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