Folla di fedeli e politici a Santu Paulu ’e Monte
di Giuseppe Mattioli
La festa nel santuario dell’eremita è tornata agli antichi splendori. Messa celebrata dal vescovo
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MONTI. È tornata agli antichi splendori la festa in onore di San Paolo Primo Eremita che si è svolta nei giorni scorsi nel santuario nelle campagne di Monti. Un santo il cui culto è conosciuto soprattutto nella parte settentrionale dell’Isola e si professa in una antica chiesetta campestre, consacrata il 31 luglio 1348.
Nel lontano passato l’rremita veniva considerato un po’ il protettore dei banditi e la sua chiesetta punto di incontro di diverse culture della Sardegna.
Da tempo non si vedeva tanta gente e una devozione così sentita e partecipata. Da sabato 14 agosto al martedì mattina seguente, è stato un continuo via vai di pellegrini, con tanto di bandiere votive, giunti al santuario per rendere omaggio a “Santu Paulu ‘e Monte”.
Sono arrivati con ogni mezzo, percorrendo la statale 384 (Monti-Nuoro), tra macchie di corbezzoli, erica, e cisto. Poi hanno seguito una strada asfaltata interna, fra due valli profonde ricoperte di lecci, sughere, corbezzoli e ginestre, dove si apre un panorama mozzafiato che si estende dalla Costa Smeralda sino all’isola di Tavolara.
Giunti a un ampio piazzale, ai piedi di uno spuntone di roccia granitica, sorge il santuario, in posizione dominante.
Questo è l’incantevole scenario trovato dai turisti continentali, ammaliati da un ambiente incontaminato, quando sono giunti per la prima volta al santuario.
Solenne e seguitissima la celebrazione eucaristica, all’aperto, in occasione della ricorrenza liturgica di lunedì pomeriggio. La messa è stata presieduta dal vescovo di Ozieri, monsignor Corrado Melis, ed è stata concelebrata dal parroco di Monti, don Pierluigi Sini, che ha coordinato la liturgia, e da numerosi sacerdoti. La celebrazuine è stata accompagnata con i canti della Confraternita Santu Ainzu. Presenti le autorità del paese, esponenti di Senato, Camera, giunta e consiglio regionale sardo e numerosi sindaci del territorio, invitati dall’amministrazione comunale per la tradizionale “Festa delle bandiere”. Ospiti della Pro loco che ha offerto un ricco buffet, protrattosi sino a tarda ora.
Nel lontano passato l’rremita veniva considerato un po’ il protettore dei banditi e la sua chiesetta punto di incontro di diverse culture della Sardegna.
Da tempo non si vedeva tanta gente e una devozione così sentita e partecipata. Da sabato 14 agosto al martedì mattina seguente, è stato un continuo via vai di pellegrini, con tanto di bandiere votive, giunti al santuario per rendere omaggio a “Santu Paulu ‘e Monte”.
Sono arrivati con ogni mezzo, percorrendo la statale 384 (Monti-Nuoro), tra macchie di corbezzoli, erica, e cisto. Poi hanno seguito una strada asfaltata interna, fra due valli profonde ricoperte di lecci, sughere, corbezzoli e ginestre, dove si apre un panorama mozzafiato che si estende dalla Costa Smeralda sino all’isola di Tavolara.
Giunti a un ampio piazzale, ai piedi di uno spuntone di roccia granitica, sorge il santuario, in posizione dominante.
Questo è l’incantevole scenario trovato dai turisti continentali, ammaliati da un ambiente incontaminato, quando sono giunti per la prima volta al santuario.
Solenne e seguitissima la celebrazione eucaristica, all’aperto, in occasione della ricorrenza liturgica di lunedì pomeriggio. La messa è stata presieduta dal vescovo di Ozieri, monsignor Corrado Melis, ed è stata concelebrata dal parroco di Monti, don Pierluigi Sini, che ha coordinato la liturgia, e da numerosi sacerdoti. La celebrazuine è stata accompagnata con i canti della Confraternita Santu Ainzu. Presenti le autorità del paese, esponenti di Senato, Camera, giunta e consiglio regionale sardo e numerosi sindaci del territorio, invitati dall’amministrazione comunale per la tradizionale “Festa delle bandiere”. Ospiti della Pro loco che ha offerto un ricco buffet, protrattosi sino a tarda ora.
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