Porto Cervo, sfilano i giganti del mare: raddoppiate le presenze

Centinaia di imbarcazioni di lusso hanno affollato le acque della Costa Smeralda. Ma non è soltanto una passerella: spesi decine di milioni in servizi e assistenza

PORTO CERVO. Maestosi, eleganti, più lussuosi che mai. Brillano di luce propria, illuminano dopo il tramonto ampi spicchi di acque cristalline e diventano una cornice preziosa della Costa Smeralda. Eccoli lì, i maxi yacht. Quei giganti del mare, alcuni tra i più grandi del mondo, che proprio quest’estate sono più che raddoppiati rispetto a due anni fa. Ne sono arrivati a centinaia. E fra tutti quelli che hanno scelto la Sardegna come destinazione, il 66% si è fermato davanti alle coste tra Olbia e Arzachena. La loro, però, non è solo una passerella. I proprietari delle imbarcazioni da sogno mobilitano le aziende locali, cercano professionisti che possano soddisfare richieste ed esigenze e, soprattutto, tirano fuori tanti soldi. C’è chi è arrivato in un paio d’ore a spendere 40mila euro in vestiti griffati e altri 30mila in bevande. Ma sono solo dettagli spiccioli. Perché quotidianamente - e ci sono maxi yacht che si fermano anche per tre, quattro mesi - devono pagare l’ormeggio (anche 3600 euro al giorno per le imbarcazioni più grosse). Solo la Porto Cervo Marina (gruppo Smeralda Holding) che gestisce il porto di Porto Cervo fattura quasi 12 milioni da maggio a ottobre mentre la Sea Company (gruppo Paolo Azara) che si occupa dei campi boe Fox Mooring e Pevero Mooring ne fattura circa un paio.



Ma i Paperoni che arrivano via mare comprano soprattutto decorazioni floreali e fanno grandi rifornimenti di prodotti tipici sardi, di acqua e vino. E poi si rivolgono alle società che offrono assistenza agli yacht (le principali sono Sardinia Yacht Services e Nautica Assistance), alle imprese di pulizie e manutenzioni, agli operatori che organizzano eventi. Il Cala di Volpe, invece, è la meta preferita a terra per le cene. E così alcuni degli uomini più ricchi del mondo che raggiungono le coste in elicottero o con i super tender lasciano da queste parti decine di milioni in pochi mesi.

I protagonisti. Oltre al Dilbar di Usmanov tornato in Costa proprio ieri dopo 15 giorni passati nel Mar Nero, tra Sochi e la villa di Putin, ecco le novità di questa estate. Una è il “Nord”, costruito nel 2021. È lungo 142 metri, ha un elicottero a bordo e può ospitare 64 persone. Vale 500 milioni di dollari e all’anno la sua gestione costa da 40 ai 50 milioni. Il proprietario è Alexei Mordashov, imprenditore del metallo e uomo più ricco della Russia, con una ricchezza personale stimata da Forbes in 29 miliardi di dollari. Poi c’è “Solaris”, sempre costruito nel 2021, qui in questi giorni. Lungo quasi 140 metri (più di un campo di calcio) ospita 96 persone (36 ospiti in 18 cabine e 60 dell’equipaggio in altre 30 cabine). Vale 600 milioni di dollari e la gestione costa all’anno da 50 ai 60 milioni di dollari. Il proprietario è Roman Abramovich, presidente del Chelsea calcio, patrimonio personale di 14 miliardi di dollari. Ed ecco “Ulysses”: lungo 116 metri, può ospitare 78 persone. Ha un valore di 275 milioni di dollari. È di Graeme Hart, imprenditore neozelandese del settore del packaging. Ha un patrimonio di 9 miliardi di dollari.

Si è rifatto vedere “Moneikos” di Leonardo Del Vecchio, l’uomo più ricco d’Italia con il suo patrimonio di 25,8 miliardi. Il Moneikos è lungo 62 metri, ospita 32 persone, vale 40 milioni di euro e costa all’anno dai 3 ai 4 milioni. Non male anche “Artefact”, 80 metri di lunghezza, 36 ospiti (vale 150 milioni). È di Mike Lazaridis, canadese, fondatore di BlackBerry. In mezzo alla distesa di barche di lusso è spuntato pure “Gene Machine”, lungo 55 metri, valore di 35 milioni: è dell’imprenditore americano Jonathan Rothberg, famoso per le ricerche sul DNA, patrimonio di 500 milioni. Tra i maxi yacht più noti c’è “Faith”, di Lawrence Stroll, patron dell’Aston Martin (una macchina da F1 è esposta al Cala di Volpe). Lungo 97 metri, valore di 200 milioni di dollari. Stroll ha un patrimonio di 2,6 miliardi. Infine è riapparso il Sailing Yacht A, la barca a vela più grande al mondo (143 metri, valore 600 milioni di dollari, costo all’anno tra 50 e 75 milioni). È di Andrey Melnichenko, russo, patrimonio di 13 miliardi di dollari. L’ultimo arrivato è Les Wexner, proprietario di Victoria’s Secret (patrimonio di 6,7 miliardi di dollari). La sua è una “barchetta” da 97 metri.

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