Cavalli morti sulla Moby Aki, la Procura chiede il processo
OLBIA. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del comandante della nave Moby Aki, Antonio Scotto Di Cicariello, di Napoli, del primo ufficiale di coperta, Francesco Lo Nostro, di Messina, dell’all...
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OLBIA. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del comandante della nave Moby Aki, Antonio Scotto Di Cicariello, di Napoli, del primo ufficiale di coperta, Francesco Lo Nostro, di Messina, dell’allievo ufficiale di coperta Ernesto Prudente, di Ponza e dell’autista, Maurizio Conti, di Roma, ritenuti responsabili della morte di quattro cavalli della scuderia Clodia di Roma, partiti da Civitavecchia e diretti all’ippodromo di Chilivani per partecipare alle gare internazionali. L’udienza preliminare davanti al gup Marco Contu è fissata al 21 ottobre. Il caso era scoppiato il 13 luglio di un anno fa. Quattro dei nove cavalli imbarcati erano stati trovati morti dalla squadra che li accompagnava, poco dopo lo sbarco a Olbia. Stroncati dall’eccessivo calore nel garage della nave. Stando alle accuse, non sarebbero state garantite agli animali le giuste condizioni di vivibilità e i necessari controlli durante la traversata. Per il procuratore Gregorio Capasso e il sostituto Ilaria Corbelli, non sarebbero state attivate le procedure imposte alla compagnia sul trasporto degli animali, che avrebbero viaggiato in condizioni critiche, senza un’adeguata areazione, troppo vicini ad altri mezzi, uno dei quali dotato di motore frigorifero che avrebbe riscaldato ulteriormente l’aria. Ciò avrebbe causato la morte per “ipertermia corporea prolungata”, colpo di calore. Da qui, l’accusa di abbandono di animali per il comandante, il primo ufficiale di coperta, e l’autista incaricato del trasferimento degli animali per conto di una ditta di autotrasporti ippici che aveva le funzioni di guardiano dei cavalli. Lo Nostro è accusato anche di falso, in concorso con Prudente, per aver dichiarato al comandante (che lo aveva attestato sul giornale nautico), di aver constatato all’arrivo in porto che gli animali erano vivi e in buona salute. I marittimi sono difesi dagli avvocati Giovanni Cimmino e Francesco Longhini, l’autista da Maurizio Mani. La scuderia si costituirà parte civile con Nazarena Tilocca. (t.s.)
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