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Olbia

Cenerentola apre la stagione teatrale

Cenerentola apre la stagione teatrale

Stasera al Carmine il Nuovo balletto di Toscana inaugura il cartellone del Cedac

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TEMPIO. Sarà un balletto l’opera che stasera inaugurerà la nuova stagione teatrale del Carmine. Con Tempio, di fatto, si aprirà il cartellone Cedac regionale. Un esordio anticipato, che vale come un’anteprima, per un programma quanto mai ricco, che, oltre alla “Cenerentola” di Jirí Bubenícek in programma questo fine settimana, darà spazio anche alle performance dello Spellbound contemporary ballet e di Artemis danza. Sarà, quindi, una programmazione, quella curata da Cedac e Cinedigital, che andrà a soddisfare le aspettative di quella parte di pubblico che ha a cuore il mondo della danza e dei tanti praticanti che in città, dove esistono due diverse scuole, si contano in buon numero. Ma ce ne sarà, comunque, per tutti i gusti. S’inizierà, comunque, all’insegna di un classico da palcoscenico: “Cenerentola”, fiaba antichissima e dalle mille versioni, di cui le più note, soprattutto per le sue versioni cinematografiche e da palco, sono quelle di Perrault e dei fratelli Grimm. A proporla, questa sera, alle 21, al pubblico del Teatro del Carmine sarà il corpo di danza del Nuovo balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini.

Si debutterà, perciò, con un ouverture nel segno della danza e la rilettura che ne ha fatto Jirí Bubenícek. Di questa terrà conto la coreografia creata per la compagnia diretta da Cristina Bozzolini. Ispirata alla fiaba così come è raccontata nella versione dei fratelli Grimm, “Cenerentola” si presterà a un’interpretazione e un adattamento più inclini al gusto contemporaneo. Le note musicali saranno quelle di Sergej Prokof'ev. Fiaba dai contenuti e messaggi spesso sottovalutati, “Cenerentola” è la storia di una ragazza dal temperamento forte che dovrà fronteggiare un gran numero di ostacoli per realizzare quello che oggi si chiamerebbe “progetto di vita”. Non un principe altolocato, bello e facoltoso, ma l’amore nella sua più genuina e autentica ispirazione. La storia della scarpetta che altre pretendenti alla stessa sorte non riusciranno calzare è un po’ il simbolo della rocambolesca casualità degli eventi della vita, in cui si può cogliere il segno di un destino alla fine fortunato o (ma quale sarebbe la differenza?) di un inatteso colpo di fortuna o, secondo una lettura forse più al passo con i tempi, anche se decisamente meno ortodossa, la prova di una resilienza, fatta di pazienti attese e rapide adesioni ai cambiamenti positivi. (g.pu.)



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