La rivolta delle donne: «In sala parto con noi devono esserci i papà»
OLBIA. La protesta è durissima e corre anche sui social. A far sentire la loro voce sono un gruppo di donne che dovranno partorire in questi giorni. «Non solo siamo già state informate, all’inizio...
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OLBIA. La protesta è durissima e corre anche sui social. A far sentire la loro voce sono un gruppo di donne che dovranno partorire in questi giorni. «Non solo siamo già state informate, all’inizio della gravidanza, che non potremo contare sul parto senza dolore per mancanza di anestesisti, ma adesso, dopo una recente circolare della Assl a causa dell’aumento dei contagi da Covid, verrà impedito l’accesso ai padri in sala parto. Anche se con il tampone, loro non potranno vedere il proprio figlio nascere. Dopo un’estate intera senza dei veri controlli, ancora oggi le partorienti devono rimanere da sole nel momento più delicato e importante della loro vita. Non è una giustificazione plausibile sentirsi dire che la decisione è stata presa per la sicurezza dei bambini, perché finora hanno fatto entrare chiunque al bar del piano terra. Fino al momento in cui non sono stati sospesi, c’erano alcuni operatori sanitari senza vaccino all’interno dell’ospedale e ora impediscono ai padri di dare sostegno psicologico e fisico alle madri. Diciamo questo - continuano le donne - perché siamo costrette anche a camminare da sole con la valigia dall'ingresso del pronto soccorso al blocco parto con le gambe che non ci reggono durante le contrazioni. Quando abbiamo chiesto un motivo per questo diritto violato ci è stato risposto che i tamponi non sono attendibili e perciò non facevano entrare i papà. Questo crediamo sia un insulto all'intelligenza delle persone, perché per 9 mesi ci hanno sensibilizzato sull'importanza di avere il partner accanto per sostenerci. Ma ora tutto questo non vale più».
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