Artiglieria, paura per un incendio
Alcune case evacuate per precauzione alle porte del rione Bandinu. Gli abitanti: momenti di terrore
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OLBIA. «Ho cinque bypass e il cuore mi batteva a tremila. Ho detto a me stesso: questa volta è la fine. Non bastava l’alluvione, un incubo che non si è mai cancellato. Adesso è arrivato anche il fuoco. Ci hanno detto di allontanarci dalle case, ma io non l’ho fatto. Sono rimasto qui, all’esterno, con la speranza che tutto potesse finire al più presto. Con i secchi in mano, le pompe azionate per bagnare attorno. Divorati dalla paura. Ancora una volta».
Giuseppe è uno degli abitanti di via Cile, a poca distanza dal campo Bruno Nespoli. Un lato della sua casa, sotto la quale c’è il canale Zozzò, si affaccia sulla grande area dell’ex Artiglieria. È lì che ieri mattina poco dopo le 11 è scoppiato un incendio e nel giro di pochi minuti si è scatenato il panico. Tutta la zona di via Portogallo e traverse e quella vicino al campo sportivo (alle porte del rione Bandinu), è stata invasa dal fumo mentre le persone invitate a lasciare per precauzione le proprie abitazioni (una decina), guardavano sconvolte le lingue di fuoco che incenerivano la vegetazione. Sul posto, appena arrivata la chiamata di intervento alla centrale operativa dei vigili del fuoco, si sono precipitate immediatamente tutte le squadre del distaccamento di Olbia, a cui si sono uniti la protezione civile e il corpo forestale (c’era anche un nucleo del gruppo Gauf, il Gruppo analisi e uso fuoco), oltre agli uomini e alle donne della polizia municipale che si sono occupati di chiudere tutti gli accessi attorno alla zona che stava bruciando tenendo lontano i passanti e gli automonilisti che man mano si avvicinavano e si fermavano per capire quanto fosse grave la situazione. Poi sono arrivati anche la polizia e i carabinieri. È stato mobilitato un elicottero dei vigili del fuoco per monitorare meglio l’evoluzione dell’incendio, ma non è stato necessario sganciare l’acqua dall’alto. Le squadre a terra, anche se ci sono volute più di due ore, sono riuscite a spegnere il rogo prima che potesse espandersi diventando ancor più pericoloso.
Le operazioni di bonifica, però, sono andate avanti anche nel pomeriggio per scongiurare che da qualche piccolo focolaio potessero ripartire le fiamme.
Lo spavento è stato tanto e alcuni abitanti della zona si sono immersi nel canale Zozzò. Lì hanno passato un paio d’ore a riempire continuamente i secchi per gettare l’acqua sugli argini del canale, dove era arrivato il fuoco.
«Il vento non era teso, per fortuna, ma dovevamo fare qualcosa anche noi - ha detto un abitante di via Portogallo -. La zona all’esterno dell’ex artiglieria è piena di sterpaglie e le fiamme si sarebbero potute allargare. Per fortuna non ci sono state conseguenze per le persone e per le case ma abbiamo rivissuto momenti di grande terrore». (s.p.)
Giuseppe è uno degli abitanti di via Cile, a poca distanza dal campo Bruno Nespoli. Un lato della sua casa, sotto la quale c’è il canale Zozzò, si affaccia sulla grande area dell’ex Artiglieria. È lì che ieri mattina poco dopo le 11 è scoppiato un incendio e nel giro di pochi minuti si è scatenato il panico. Tutta la zona di via Portogallo e traverse e quella vicino al campo sportivo (alle porte del rione Bandinu), è stata invasa dal fumo mentre le persone invitate a lasciare per precauzione le proprie abitazioni (una decina), guardavano sconvolte le lingue di fuoco che incenerivano la vegetazione. Sul posto, appena arrivata la chiamata di intervento alla centrale operativa dei vigili del fuoco, si sono precipitate immediatamente tutte le squadre del distaccamento di Olbia, a cui si sono uniti la protezione civile e il corpo forestale (c’era anche un nucleo del gruppo Gauf, il Gruppo analisi e uso fuoco), oltre agli uomini e alle donne della polizia municipale che si sono occupati di chiudere tutti gli accessi attorno alla zona che stava bruciando tenendo lontano i passanti e gli automonilisti che man mano si avvicinavano e si fermavano per capire quanto fosse grave la situazione. Poi sono arrivati anche la polizia e i carabinieri. È stato mobilitato un elicottero dei vigili del fuoco per monitorare meglio l’evoluzione dell’incendio, ma non è stato necessario sganciare l’acqua dall’alto. Le squadre a terra, anche se ci sono volute più di due ore, sono riuscite a spegnere il rogo prima che potesse espandersi diventando ancor più pericoloso.
Le operazioni di bonifica, però, sono andate avanti anche nel pomeriggio per scongiurare che da qualche piccolo focolaio potessero ripartire le fiamme.
Lo spavento è stato tanto e alcuni abitanti della zona si sono immersi nel canale Zozzò. Lì hanno passato un paio d’ore a riempire continuamente i secchi per gettare l’acqua sugli argini del canale, dove era arrivato il fuoco.
«Il vento non era teso, per fortuna, ma dovevamo fare qualcosa anche noi - ha detto un abitante di via Portogallo -. La zona all’esterno dell’ex artiglieria è piena di sterpaglie e le fiamme si sarebbero potute allargare. Per fortuna non ci sono state conseguenze per le persone e per le case ma abbiamo rivissuto momenti di grande terrore». (s.p.)
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