I progetti dopo il fuoco «Riavremo i barracelli»
di Pietro Zannoni
Il sindaco di Calangianus parla di ricostituire dopo anni un gruppo strutturato «L’incendio di metà agosto ha lasciato il segno, grazie a chi si è mobilitato»
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CALANGIANUS. Se le pietre della Tomba dei giganti di Pascareddha avessero potuto parlare, lo scorso 16 agosto, quando le fiamme dell’incendio sono arrivate a trenta metri dalle sughere che fanno loro da corona... Mai stata una zona tranquilla, quella intorno. Davanti a loro, secoli fa, era stato commesso anche qualche omicidio in quello che una volta era un prato comunale conteso fra confinanti e popolani. Stavolta, estate 2021, c’era un fuoco che, in un giorno di massima allerta, qualcuno ha appiccato di proposito: l’incendio si è infilato in un canale verso la Talga, Lu Casteddu e da lì poteva aggredire tutta la cornice di bosco che abbraccia Calangianus. Era la stessa direttrice del fuoco del 1967 e del 1954 quando, il sindaco Pietro Scano, con tanto di fascia tricolore al fianco, con le fiamme che scendevano da lu Casteddu verso l’abitato, impose in paese la liberazione in via Tempio di un magazzino adibito a fienile. Allora fu un danno enorme: 10.000 ettari bruciati sino a Lostia. Stavolta 20 ettari. E si riparla di istituire di nuovo il gruppo dei barracelli.
Oggi, dopo le ferie, chi arriva da Tempio nota a destra, nel bosco di Badumela, una macchia desolante con querce secolari annerite, neri monconi e si pone tante domande. «Tanto più che è stato un incendio doloso - dice il sindaco Albieri - e poiché altri roghi in questi giorni sono sorti (San Leonardo e Abbaitolza calangianese )ma subito spenti, c’è preoccupazione per il futuro. Dobbiamo ringraziare la tempestività e la precisione dei lanci dei canadair e degli elicotteri oltre a tutta la macchina del servizio antincendio». «Per chi abita alcune case in zona Lattalga - dice uno dei capifamiglia - sono stati attimi drammatici. Tutto poteva svanire se il fuoco non si fermava». «Non dimentichiamo – precisa il sindaco Albieri- il contributo dato, a mo’ di fascia antincendio, da alcuni nuovi vigneti, segno che l’attività dell’uomo contribuisce alla salvaguardia del bosco. E un grazie va al gruppo di giovani cacciatori che volontariamente hanno contribuito alla bonifica per due giorni. Sono stati davvero eccezionali, perché l’incendio poteva riprendere. Noi dobbiamo avere a cuore il territorio». Ed al riguardo si riparla appunto di barracelli. «Già in passato - termina Albieri – abbiamo avuto volontari che vigilavano, come nell’anno di Curragghja, e alcune estati dopo con ponte radio e rice trasmittente in municipio. Ma tutto svanì. L’incendio quest’anno ci risollecita. Serve un gruppo strutturato, magari di barracelli. E come amministrazione vorremmo fare un tentativo per costituirlo».
Oggi, dopo le ferie, chi arriva da Tempio nota a destra, nel bosco di Badumela, una macchia desolante con querce secolari annerite, neri monconi e si pone tante domande. «Tanto più che è stato un incendio doloso - dice il sindaco Albieri - e poiché altri roghi in questi giorni sono sorti (San Leonardo e Abbaitolza calangianese )ma subito spenti, c’è preoccupazione per il futuro. Dobbiamo ringraziare la tempestività e la precisione dei lanci dei canadair e degli elicotteri oltre a tutta la macchina del servizio antincendio». «Per chi abita alcune case in zona Lattalga - dice uno dei capifamiglia - sono stati attimi drammatici. Tutto poteva svanire se il fuoco non si fermava». «Non dimentichiamo – precisa il sindaco Albieri- il contributo dato, a mo’ di fascia antincendio, da alcuni nuovi vigneti, segno che l’attività dell’uomo contribuisce alla salvaguardia del bosco. E un grazie va al gruppo di giovani cacciatori che volontariamente hanno contribuito alla bonifica per due giorni. Sono stati davvero eccezionali, perché l’incendio poteva riprendere. Noi dobbiamo avere a cuore il territorio». Ed al riguardo si riparla appunto di barracelli. «Già in passato - termina Albieri – abbiamo avuto volontari che vigilavano, come nell’anno di Curragghja, e alcune estati dopo con ponte radio e rice trasmittente in municipio. Ma tutto svanì. L’incendio quest’anno ci risollecita. Serve un gruppo strutturato, magari di barracelli. E come amministrazione vorremmo fare un tentativo per costituirlo».
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