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Olbia

L’acqua a Bados? O non arriva o spacca i tubi

L’acqua a Bados? O non arriva o spacca i tubi

Inutili gli appelli ad Abbanoa, altra estate di rabbia per residenti e turisti: danni agli elettrodomestici

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OLBIA. Nelle case di Bados e dintorni, con i rubinetti non ci sono mezze misure (e neanche un minimo di normalità): o niente acqua o acqua ad altissima pressione che a volte spacca i tubi e danneggia gli elettrodomestici. Va così da almeno tre anni e a quanto pare non c’è rimedio, o almeno Abbanoa, che distribuisce l’acqua, non lo ha voluto o saputo trovarlo. E così l’estate di chi a Bados e dintorni ci abita o ci trascorre le vacanze si è riempita un’altra volta di rabbia. «Mercoledì – spiega ad esempio Salvatore Fodde – abbiamo contattato ancora una volta Abbanoa. Ciò che accade è incomprensibile: da un lato in certi momenti della giornata si interrompe l’erogazione per inadeguatezza del potabilizzatore, mentre dall’altro si mette in circolo l’acqua a una pressione altissima, con sprechi immaginabili e con inevitabili danni alle reti pubbliche e private». La pressione dell’acqua che arriva ai rubinetti è almeno il doppio di quella massima prevista di 3-4 bar. È stato segnalato ad Abbanoa con una lettera del febbraio 2020. «Facendo seguito a quanto ripetutamente comunicato al vostro geometra Carta per le vie brevi (da circa due anni) – si legge – segnaliamo ancora una volta che l'acqua da voi erogata registra una pressione in arrivo di circa 7-8 bar. Tale livello di pressione ha causato rotture delle tubazioni in qualche appartamento e danni agli elettrodomestici. Inizialmente non era ben chiara la causa dei danneggiamenti da noi subiti, mentre a seguito delle verifiche effettuate e del parere espresso dai manutentori, è emerso senza alcun dubbio che tali problematiche sono state determinate dall'insostenibile livello della pressione dell'acqua da voi erogata».

I residenti di Bados che hanno firmato la lettera denunciavano da parte di Abbanoa un «atteggiamento di noncuranza incomprensibile, considerati anche i possibili danni (e perdite) alla rete idrica pubblica». Chiedevano inoltre «un immediato intervento al fine di riportare nella normalità (contrattuale) i livelli di pressione in questione». Poiché evidentemente non erano certi che un appello cortese al rispetto degli utenti potesse bastare a convincere Abbanoa, comunicavano alla società che in caso di mancata risposta avrebbero fatto ricorso alle «vie legali anche al fine di ottenere i dovuti risarcimenti per i danni finora subiti e per quelli che si verificheranno inevitabilmente in futuro».

Quella lettera era stata inviata anche al sindaco di Olbia, ma a quanto pare non è servito a granché. A Bados è rimasto tutto come prima: l’acqua o non va o spacca tutto, con grandi sprechi e danni. Ora la gente si chiede: «Ma che cosa devono fare i cittadini e gli utenti per farsi ascoltare da Abbanoa?». Già, che cosa devono fare?

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