Open day, numeri record i giovani invadono l’hub
di Giuseppe Pulina
Sono stati 288 gli under 18 che hanno risposto all’appello di Assl e Comune E il sindaco Addis attacca la ds Spampani: «Le sue dichiarazioni? Fuorvianti»
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TEMPIO. Oltre le più ottimistiche previsioni. A pensare che ci sarebbe stata un’adesione significativa erano in tanti, ma nessuno aveva probabilmente immaginato che l’Open day di ieri, organizzato dall’Assl di Olbia e dalComune per rimpinguare i numeri già abbastanza alti della campagna vaccinale, potesse registrare una partecipazione così alta. In tutto, ad aver fatto ieri la prima dose del vaccino anti-covid sono stati in 288, dei quali solo 70 avevano fatto la prenotazione. Soprattutto giovani (non meno dell'80%) al di sotto dei 18 anni. Ma anche gli anziani (il 15% dei neo-vaccinati) hanno fatto sentire la loro presenza. Molti di loro si sono detti “pentiti” di non aver fatto prima il vaccino e, comunque, contenti per aver avuto una nuova possibilità. Le occasioni non dovrebbero mancare nemmeno in futuro, visto che l’obiettivo dichiarato è la copertura vaccinale di percentuali sempre più alte di popolazione per avvicinarsi a quella che virologi ed epidemiologi chiamano “immunità di gregge”.
Un nuovo Open Day è stato programmato per il 10 settembre e si farà di pomeriggio, dalle 14 alle 18:30, per favorire una partecipazione più agevole a chi la mattina lavora. A fare il vaccino, ieri, nell’hub allestito all’interno del teatro tenda della Pischinaccia, c’erano anche persone che non hanno nascosto ancora una volta la loro contrarietà. Sono un 5% del totale e, in qualche caso, hanno tenuto a precisare che si sentivano costretti a farlo perché l’alternativa dei tamponi periodici sarebbe risultata troppo costosa. Probabilmente si tratta di cittadini che rientrano in quei contesti professionali (sanità e scuola, ad esempio) in cui è stato reso quasi obbligatorio il possesso del green pass, “convinti” forse anche dalla dichiarata volontà del governo Draghi di estendere questa modalità ad altre categorie di lavoratori, a partire da quelli della pubblica amministrazione.
Un motivo d’incoraggiamento potrebbe essere l’entusiasmo dei tanti ragazzi, quasi tutti minorenni, che si sono detti tranquilli e soddisfatti per la scelta fatta. Tra questi anche uno studente di scuola media, che, diventato dodicenne il giorno prima, ha festeggiato il suo compleanno con una bella dose di Pfeizer. Soddisfatto e forse non del tutto tranquillo è il sindaco Gianni Addis. «Trovo confortante il dato dei giovani che sono andati a vaccinarsi, mentre destano perplessità le comunicazioni degli ultimi giorni provenienti dal mondo della scuola, in particolare da chi è dirigente scolastico». Il riferimento di Addis non è per niente velato e chiama in causa la ds dell’Istituto tecnico “Pes”, Francesca Spampani, che, proprio sulle colonne della Nuova Sardegna, si era dichiarata dubbiosa sull'utilità del green pass e favorevole alla somministrazione di tamponi gratuiti. «Sono atteggiamenti da stigmatizzare, perché chi ha la responsabilità di tutela della salute e il compito di sovrintendere attività educative e formative, farebbe bene a non rilasciare dichiarazioni che sono fuorvianti. Mi auguro, comunque, che la risposta continui a essere forte, soprattutto da parte dei giovani che dimostrano in questo modo di avere sempre più consapevolezza dell’importanza dei vaccini». I dati dell'Open day di ieri dimostrerebbero proprio questo. Un'ulteriore conferma si potrà avere il prossimo venerdì con il secondo Open Day di settembre.
Un nuovo Open Day è stato programmato per il 10 settembre e si farà di pomeriggio, dalle 14 alle 18:30, per favorire una partecipazione più agevole a chi la mattina lavora. A fare il vaccino, ieri, nell’hub allestito all’interno del teatro tenda della Pischinaccia, c’erano anche persone che non hanno nascosto ancora una volta la loro contrarietà. Sono un 5% del totale e, in qualche caso, hanno tenuto a precisare che si sentivano costretti a farlo perché l’alternativa dei tamponi periodici sarebbe risultata troppo costosa. Probabilmente si tratta di cittadini che rientrano in quei contesti professionali (sanità e scuola, ad esempio) in cui è stato reso quasi obbligatorio il possesso del green pass, “convinti” forse anche dalla dichiarata volontà del governo Draghi di estendere questa modalità ad altre categorie di lavoratori, a partire da quelli della pubblica amministrazione.
Un motivo d’incoraggiamento potrebbe essere l’entusiasmo dei tanti ragazzi, quasi tutti minorenni, che si sono detti tranquilli e soddisfatti per la scelta fatta. Tra questi anche uno studente di scuola media, che, diventato dodicenne il giorno prima, ha festeggiato il suo compleanno con una bella dose di Pfeizer. Soddisfatto e forse non del tutto tranquillo è il sindaco Gianni Addis. «Trovo confortante il dato dei giovani che sono andati a vaccinarsi, mentre destano perplessità le comunicazioni degli ultimi giorni provenienti dal mondo della scuola, in particolare da chi è dirigente scolastico». Il riferimento di Addis non è per niente velato e chiama in causa la ds dell’Istituto tecnico “Pes”, Francesca Spampani, che, proprio sulle colonne della Nuova Sardegna, si era dichiarata dubbiosa sull'utilità del green pass e favorevole alla somministrazione di tamponi gratuiti. «Sono atteggiamenti da stigmatizzare, perché chi ha la responsabilità di tutela della salute e il compito di sovrintendere attività educative e formative, farebbe bene a non rilasciare dichiarazioni che sono fuorvianti. Mi auguro, comunque, che la risposta continui a essere forte, soprattutto da parte dei giovani che dimostrano in questo modo di avere sempre più consapevolezza dell’importanza dei vaccini». I dati dell'Open day di ieri dimostrerebbero proprio questo. Un'ulteriore conferma si potrà avere il prossimo venerdì con il secondo Open Day di settembre.
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