La Nuova Sardegna

Olbia

Yacht di lusso distrutto dal fuoco

di Stefania Puorro
Yacht di lusso distrutto dal fuoco

Il rogo forse partito dalla batteria di una moto d’acqua. Equipaggio salvo, indaga la Capitaneria

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OLBIA. Si erano da poco addormentati nelle loro cabine. Poi l’improvviso caldo infernale e i botti pazzeschi hanno fatto saltare dal letto i quattro membri dell’equipaggio. Hanno fatto giusto in tempo a uscire e a mettersi in salvo. Non hanno esitato un attimo e si sono tuffati in acqua, davanti al molo E della Marina di Olbia. È lì che la notte scorsa un maxi yacht da 35 metri battente bandiera maltese è stato distrutto completamente dal fuoco. Un rogo accidentale, questo è sicuro, anche se gli esperti dei vigili del fuoco stanno continuando a lavorare per capire l’esatta causa. Diverse le ipotesi che si azzardano, ma quella più accreditata è una: l’incendio potrebbe essere partito dalla batteria di una moto d’acqua (forse era stata messa in carica) sistemata nella poppa dell’imbarcazione.

Per tutta la notte e gran parte della mattinata di ieri hanno operato i vigili del fuoco dei distaccamenti di Olbia e Arzachena, gli uomini della guardia costiera di Olbia (con squadre a terra e un equipaggio a bordo della motovedetta CP 2116), polizia, carabinieri e polizia locale. Al lavoro anche il servizio di assistenza della Marina di Olbia che ha prima, con un tender, soccorso i quattro uomini in acqua (come ha fatto sapere Antonio Cara, direttore operativo Moys) e poi ha collaborato con la guardia costiera per allontanare gli tutti altri yacht ormeggiati davanti alla banchina.

L’allarme è scattato attorno all’una e trenta di ieri notte appena è arrivata una chiamata alla sala operativa della guardia costiera. Una richiesta di aiuto immediata, che annunciava un incendio a bordo di un maxi yacht al porto turistico della Marina di Olbia: un bolide di lusso del mare che nel giro di poche ore si è in parte inabissato rovesciandosi su un fianco.

Si tratta del “Siempre”, costruito nel 2010, uno dei tanti yacht che una società di Malta dà a noleggio per circa 90mila dollari a settimana e che può ospitare sino a dodici persone.

Era ormeggiato da qualche giorno nella banchina più esterna della Marina di Olbia (forse in attesa di mollare di nuovo le ancore) e a bordo si trovavano quattro membri dell’equipaggio: due inglesi, un irlandese e uno spagnolo. Hanno cenato, ascoltato un po’ di musica e poi, dopo la mezzanotte, sono andati a dormire. Ma il riposo è durato poco perché la temperatura a bordo è diventata insopportabile. Si sono precipitati tutti all’esterno e lì hanno capito che non c’era tempo da perdere perché la poppa era già invasa dal fuoco. Così si sono buttati in acqua dalla prua mentre, nel frattempo, la macchina dei soccorsi era stata già attivata.

Oltre agli uomini della capitaneria, si sono precipitate sul posto diverse squadre dei vigili del fuoco che hanno lavorato senza sosta per combattere le fiamme e soprattutto per evitare che il fuoco potesse allargarsi. Nello stesso tempo gran parte delle imbarcazioni ormeggiate nelle vicinanze (in questo momento il porto turistico della Marina di Olbia ne ospita più di duecento) sono state spostate velocemente e messe al sicuro. Prima dell’alba il fuoco è stato spento ma lo yacht è andato completamente distrutto.

Per tutta la giornata si sono svolte le attività di bonifica e sono state messe in atto tutte le misure necessarie per prevenire un possibile inquinamento dello specchio acqueo. Proprio per questo motivo, l’azienda “Lavori marittimi Pin”, incaricata di recuperare quel che resta del maxi yacht, ha sistemato le panne assorbenti di contenimento attorno all’imbarcazione bruciata per impedire che tutti i residui della combustione (una parte è stata comunque spinta verso la costa) si espandessero.

È comunque certo che non ci sia stato dolo: la capitaneria ha infatti sentito molti testimoni e visionato i filmati dei vari impianti di videosorveglianza che escluderebbero un atto incendiario da parte di esterni.

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