FURTO NELLA CHIESa della salette SENTENZA PER UNA 47ENNE
Aveva tentato di rubare una statua della Madonna: prosciolta
OLBIA. Una donna polacca 47enne, Katarzyna Wieslawa Nieckarz è stata prosciolta dall’accusa di aver tentato di rubare due anni fa una grossa statua della Madonna di Lourdes custodita in una teca...
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OLBIA. Una donna polacca 47enne, Katarzyna Wieslawa Nieckarz è stata prosciolta dall’accusa di aver tentato di rubare due anni fa una grossa statua della Madonna di Lourdes custodita in una teca nella parrocchia della chiesa della Salette, dove abita il parroco don Gianni Sini.
La donna era stata arrestata in flagrante dai carabinieri e da subito era apparsa fuori di sé, probabilmente in stato di depressione e sotto l’effetto di medicinali. Successivamente all’arresto si era anche scusata pubblicamente chiedendo perdono a tutti. Il parroco però non ha mai rimesso la querela e così si è arrivati al processo. Ieri la donna, che si trova in Polonia per sottoporsi a una terapia, non era in tribunale. Davanti al gup Caterina Interlandi c’era però il suo difensore, l’avvocato Luca Tamponi, che ha ribadito le ragioni della difesa. Il giudice, valutando la situazione e considerando il fatto che la donna risulta incensurata, ha deciso per il proscioglimento da tutte le accuse: tentato furto aggravato, danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per aver cercato di colpire i carabinieri.
Katarzyna Wieslawa Nieckarz, che dopo l’arresto era finita ai domiciliari, aveva sempre sostenuto di non ricordare l’accaduto. «Non stavo bene, non so perché l’ho fatto – aveva scritto nella lettera di scuse –. Chiedo perdono a tutti».
Il tentativo di furto a suo tempo aveva lasciato sgomenti i parrocchiani, che ben conoscevano quella donna polacca, educata e gentile, che frequentava la chiesa della Salette. Non si poteva credere che fosse proprio lei a rompere il vetro di una portafinestra della casa parrocchiale e a cercare di rubare la grande statua della Madonna di Lourdes custodita in una teca. E sempre lei ad essere arrestata dai carabinieri arrivati in parrocchia dopo che era scattato l’allarme.
La donna era stata arrestata in flagrante dai carabinieri e da subito era apparsa fuori di sé, probabilmente in stato di depressione e sotto l’effetto di medicinali. Successivamente all’arresto si era anche scusata pubblicamente chiedendo perdono a tutti. Il parroco però non ha mai rimesso la querela e così si è arrivati al processo. Ieri la donna, che si trova in Polonia per sottoporsi a una terapia, non era in tribunale. Davanti al gup Caterina Interlandi c’era però il suo difensore, l’avvocato Luca Tamponi, che ha ribadito le ragioni della difesa. Il giudice, valutando la situazione e considerando il fatto che la donna risulta incensurata, ha deciso per il proscioglimento da tutte le accuse: tentato furto aggravato, danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per aver cercato di colpire i carabinieri.
Katarzyna Wieslawa Nieckarz, che dopo l’arresto era finita ai domiciliari, aveva sempre sostenuto di non ricordare l’accaduto. «Non stavo bene, non so perché l’ho fatto – aveva scritto nella lettera di scuse –. Chiedo perdono a tutti».
Il tentativo di furto a suo tempo aveva lasciato sgomenti i parrocchiani, che ben conoscevano quella donna polacca, educata e gentile, che frequentava la chiesa della Salette. Non si poteva credere che fosse proprio lei a rompere il vetro di una portafinestra della casa parrocchiale e a cercare di rubare la grande statua della Madonna di Lourdes custodita in una teca. E sempre lei ad essere arrestata dai carabinieri arrivati in parrocchia dopo che era scattato l’allarme.
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