La Nuova Sardegna

Olbia

Missione dei pacifisti nella base del Limbara tra graffiti e bonifica

Missione dei pacifisti nella base del Limbara tra graffiti e bonifica

TEMPIO. Si sono inerpicati sulle parabole con corde, ganci, spray e pennelli. Imbragati come si conviene per realizzare murales e graffiti e scrivere e disegnare in sicurezza, sospesi nell’aria, a...

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Si sono inerpicati sulle parabole con corde, ganci, spray e pennelli. Imbragati come si conviene per realizzare murales e graffiti e scrivere e disegnare in sicurezza, sospesi nell’aria, a decine di metri di altezza. La missione degli attivisti di Sardinnia Aresti è stata portata a termine e solo la pioggia ne ha anticipato la chiusura. L’obiettivo era quello di richiamare l’attenzione generale sulla base radar americana che, dopo 28 anni dal suo definitivo abbandono, continua a presidiare, ben visibile a tanti chilometri di distanza, la cima del Limbara, in uno scenario che sa di fantascienza e che documenta, come un moloch del passato, la fine della guerra fredda. Quasi a dimostrare che dopo il 1989 non tutti i muri si sarebbero sgretolati. A rispondere all’appello di Sardinnia Aresti sono stati anche gli attivisti del centro sociale Sa Domo di Cagliari. Con loro diversi street-artist, alcuni già presenti sul Limbara dal giorno precedente per individuare la parete giusta e preparare i materiali.

C’è chi nel murale ha disegnato delle onde e chi ha richiamato dei motivi classici dell’iconografia pacifista. Tra gli artisti che hanno voluto dare il loro contributo anche una bambina che ha disegnato un lungo serpente bianco, volendo forse rappresentare la banale, ma non per questo meno inaccettabile, atrocità di tutte le guerre. Sul Limbara erano presenti anche Bustianu Cumpostu, leader di Sardignia Natzione, e diversi artisti internazionali provenienti da Belgio e Inghilterra. Qualcuno ha riconosciuto anche lo stile, e quindi la presenza, del bellunese Ericailcane, uno dei nomi più noti agli appassionati di street art e graffitismo. Creativi, non con bombolette spray o pennelli, ma con rastrelli e ramazze, si sono dimostrati gli attivisti che hanno voluto ripulire l’area. «L’opinione di tutti – dichiarano i membri del gruppo nonviolento di Tempio che ha fatto un po’ gli onori di casa – è che lo smantellamento della base non sia poi così difficile, se affidata a professionisti della bonifica». In passato si tentarono forme diverse per il recupero del sito. Venne proposto di affidarne il mantenimento all’Università di Cagliari per farne uno spazio di ricerca e sperimentazione. Per cinque anni la base radar venne usata da un’università americana di scienze della comunicazione. Dal 2008 ne ha acquisito il controllo la Regione. «Un passaggio di testimone – dicono gli attivisti di Sardinnia Aresti – che ha visto i politici, locali e non, limitarsi al solito gioco di rimbalzi delle responsabilità». (g.pu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative