Morta per overdose il suo spacciatore davanti al giudice

Selene Barbuscia era stata trovata morta il 6 luglio 2019 nell’appartamento in cui abitava, in viale Aldo Moro, angolo via Peruzzi. Uccisa da una overdose, come era stato accertato dall’autopsia. Per...

Selene Barbuscia era stata trovata morta il 6 luglio 2019 nell’appartamento in cui abitava, in viale Aldo Moro, angolo via Peruzzi. Uccisa da una overdose, come era stato accertato dall’autopsia. Per quella morte la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di un nigeriano residente in città, Osas Amofa: secondo gli inquirenti è stato lui ad aver ceduto un imprecisato quantitativo di eroina alla giovane (31 anni) provocandone – quale conseguenza non voluta – la sua morte per overdose.

L’accusa nei suoi confronti è di morte come conseguenza di altro reato. Il fascicolo a suo carico è arrivato ieri davanti al gup Caterina Interlandi, ma l’udienza è stata rinviata al 27 gennaio per un problema di notifiche. La mamma e i fratelli di Selene Barbuscia, assistiti dall’avvocato Danilo Mattana, hanno annunciato che si costituiranno parte civile. La madre della vittima però è convinta che sua figlia non si sia suicidata. Che dietro quella morte per overdose si nasconda altro. Che Selene Barbuscia, insomma, sia stata uccisa. Il caso era stato trattato mesi fa anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”. «Io non mi fermo, non mi arrendo. Voglio la verità», ha ribadito anche ieri.

La 31enne era nota alle forze dell’ordine.

Qualche anno fa era stata arrestata per traffico di stupefacenti. (t.s.)

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