Non abusò di sua figlia: papà assolto

L’inchiesta scattata dopo la denuncia della madre, ma non sono emerse prove

OLBIA. «Papà mi tocca...» avrebbe detto alla mamma. Che era corsa a denunciare suo marito. Ma quelle accuse non hanno trovato riscontro nel corso degli accertamenti. E ieri il gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, accogliendo la richiesta dei suoi difensori, gli avvocati Jacopo Merlini e Pasquale Ramazzotti lo ha assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste. Anche il pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti ha chiesto l’assoluzione. Si chiude così la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un uomo di 46 anni, ex autista di scuolabus, accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia minore. Non è emersa nessuna prova che la bambina (allora aveva 9 anni), abbia subito molestie e abusi da parte del padre. A far scattare l’inchiesta della Procura era stata la denuncia della madre. La donna era corsa dalla polizia e aveva denunciato il marito, da cui si stava separando, riportando agli investigatori ciò che le avrebbe confidato la piccola: «Papà mi tocca lì, e mi bacia...». Stando alle accuse contenute nel capo d’imputazione, il padre le avrebbe toccato le parti intime. Questo è ciò che la piccola avrebbe riferito alla madre e che lei, sconvolta, aveva fatto mettere nero su bianco dalla polizia. La bambina era stata sentita in incidente probatorio ma non era emerso nessun riscontro a quanto denunciato. È stata eseguita anche una perizia sulla capacità testimoniale della piccola che aveva messo in luce conflitti familiari accesissimi e una forte suggestionalità della piccola. Ieri il processo con rito abbreviato e l’assoluzione. Ma sull’uomo pende ancora un processo, sempre per violenza sessuale. È accusato di aver palpeggiato un’alunna durante il tragitto tra la scuola e la sua abitazione approfittando del fatto che era l’ultima passeggera e dell’assenza dell’assistente che accompagnava gli studenti durante il viaggio. (t.s.)

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