Associazioni e volontari: «Serve maggiore sinergia»
di Paolo Ardovino
Cultura, sport e assistenza chiedono più spazi e strutture: «Subito un teatro» Hub.Mat: «Chiunque vinca dovrà affrontare il problema della città accessibile»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Le associazioni hanno voglia di sentirsi dentro la città. Nella maggior parte dei casi sono il principale punto di riferimento del tessuto sociale, questo sì, ma il desiderio è una sinergia maggiore tra associazionismo e pubblica amministrazione.
Riconoscimento e risorse. La mobilità cittadina è uno dei grandi temi degli ultimissimi anni. Divisivo, attraverso le introduzioni di Ztl, corsie ciclabili, limiti di velocità e altre misure. «Ora riscontriamo molto interesse nella popolazione sul tema, c’è più consapevolezza, e questa è la cosa più importante – dice Roberta Calcina di Hub.Mat –. Alle elezioni, chiunque vinca, come primo obbiettivo deve affrontare quello dell’accessibilità della città». Marciapiedi ma non solo. La questione più calda è quella ciclabile: «Riteniamo fondamentale lavorare sul trasporto pubblico, che a Olbia è di buona qualità ma ha un orario troppo corto – così la presidente dell’associazione che si occupa di mobilità e ambiente –. E bisognerebbe attuare delle politiche di restrizioni del transito delle auto e dei parcheggi». La forbice tra enti e associazioni andrebbe ristretta: «Ci assumiamo responsabilità di tanti servizi, il nostro ruolo va riconosciuto». Dal mondo della cultura servono risorse economiche, senza troppi giri di parole. «Una necessità che ci unisce tutti riguarda la cosa più materiale ma anche la primaria per riuscire a fare qualcosa: mettere a disposizione del settore culturale più fondi», lo spiega la presidente di Mediterrarte, Federica Catasta. In particolare, si occupa di laboratori e spettacoli rivolti per lo più ai più piccoli e alle famiglie. Per questo, dice, «al nuovo sindaco, chiunque sarà, chiederei di mettere subito in agenda un teatro». E aggiunge: «non posso dire che in questi anni sia mancato il filo che collega amministrazione e associazioni, e noi da quando esistiamo abbiamo conosciuti tre diversi assessori alla Cultura – così Catasta –. Ma un’idea interessante sarebbe organizzare incontri strutturati, in modo da calendarizzare e programmare bene».
Le strutture. Il volontariato rappresenta una realtà importante nel contributo delle associazioni verso la città. Ne sa qualcosa l'Aido (l'Associazione italiana di donatori di organi). Il presidente Gerardo De Luca insiste sui giovani: «per associazioni come la nostra è fondamentale parlare alle scuole – dice –. Questa inoltre è la settimana nazionale della donazione degli organi, vogliamo sensibilizzare la città». C'è la buona volontà, manca un apporto pratico: qui, ad esempio, manca una sede cittadina. «Ecco, al sindaco che verrà chiederei supporto in questo senso». Alessandro Masala è il numero uno del tennis club Terranova: «Olbia città sportiva? Lo può diventare». Le strade da percorrere, non parallele ma che si uniscono, sono «strutture» ed «eventi». La struttura del Terranova può dirsi al passo con le esigenze del circolo tennistico, anche se nella lista dei desideri, per dire, ci sarebbe un terzo campo scoperto, un campo da padel e una clubhouse più grande. Ma «noi al momento saremmo in grado di organizzare tornei internazionali – dice Masala –. Le associazioni hanno bisogno però del supporto dell’amministrazione. I grandi eventi sportivi hanno dimostrato di funzionare, e si possono organizzare anche lontano dall’alta stagione. Le strutture incidono». Il tennis sta crescendo, ma altri sport soffrono. «Pallavolo, basket o altre attività faticano ad avere spazi adeguati. Se il futuro sindaco si ponesse nella direzione di occuparsi delle strutture per puntare a eventi almeno nazionali, sarebbe la scelta giusta».
Riconoscimento e risorse. La mobilità cittadina è uno dei grandi temi degli ultimissimi anni. Divisivo, attraverso le introduzioni di Ztl, corsie ciclabili, limiti di velocità e altre misure. «Ora riscontriamo molto interesse nella popolazione sul tema, c’è più consapevolezza, e questa è la cosa più importante – dice Roberta Calcina di Hub.Mat –. Alle elezioni, chiunque vinca, come primo obbiettivo deve affrontare quello dell’accessibilità della città». Marciapiedi ma non solo. La questione più calda è quella ciclabile: «Riteniamo fondamentale lavorare sul trasporto pubblico, che a Olbia è di buona qualità ma ha un orario troppo corto – così la presidente dell’associazione che si occupa di mobilità e ambiente –. E bisognerebbe attuare delle politiche di restrizioni del transito delle auto e dei parcheggi». La forbice tra enti e associazioni andrebbe ristretta: «Ci assumiamo responsabilità di tanti servizi, il nostro ruolo va riconosciuto». Dal mondo della cultura servono risorse economiche, senza troppi giri di parole. «Una necessità che ci unisce tutti riguarda la cosa più materiale ma anche la primaria per riuscire a fare qualcosa: mettere a disposizione del settore culturale più fondi», lo spiega la presidente di Mediterrarte, Federica Catasta. In particolare, si occupa di laboratori e spettacoli rivolti per lo più ai più piccoli e alle famiglie. Per questo, dice, «al nuovo sindaco, chiunque sarà, chiederei di mettere subito in agenda un teatro». E aggiunge: «non posso dire che in questi anni sia mancato il filo che collega amministrazione e associazioni, e noi da quando esistiamo abbiamo conosciuti tre diversi assessori alla Cultura – così Catasta –. Ma un’idea interessante sarebbe organizzare incontri strutturati, in modo da calendarizzare e programmare bene».
Le strutture. Il volontariato rappresenta una realtà importante nel contributo delle associazioni verso la città. Ne sa qualcosa l'Aido (l'Associazione italiana di donatori di organi). Il presidente Gerardo De Luca insiste sui giovani: «per associazioni come la nostra è fondamentale parlare alle scuole – dice –. Questa inoltre è la settimana nazionale della donazione degli organi, vogliamo sensibilizzare la città». C'è la buona volontà, manca un apporto pratico: qui, ad esempio, manca una sede cittadina. «Ecco, al sindaco che verrà chiederei supporto in questo senso». Alessandro Masala è il numero uno del tennis club Terranova: «Olbia città sportiva? Lo può diventare». Le strade da percorrere, non parallele ma che si uniscono, sono «strutture» ed «eventi». La struttura del Terranova può dirsi al passo con le esigenze del circolo tennistico, anche se nella lista dei desideri, per dire, ci sarebbe un terzo campo scoperto, un campo da padel e una clubhouse più grande. Ma «noi al momento saremmo in grado di organizzare tornei internazionali – dice Masala –. Le associazioni hanno bisogno però del supporto dell’amministrazione. I grandi eventi sportivi hanno dimostrato di funzionare, e si possono organizzare anche lontano dall’alta stagione. Le strutture incidono». Il tennis sta crescendo, ma altri sport soffrono. «Pallavolo, basket o altre attività faticano ad avere spazi adeguati. Se il futuro sindaco si ponesse nella direzione di occuparsi delle strutture per puntare a eventi almeno nazionali, sarebbe la scelta giusta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
