Comunali: povertà e disagio sociale, l’altra Olbia da tutelare
Desole: «Politiche di genere una priorità», Biddau: «Più spazi di inclusione», Lai: «Pronti i progetti Iti per giovani e lavoro», Padre: «Corsi cuciti sui ragazzi»
OLBIA. Il dato ribalta l’idea di Olbia città felice. Con la pandemia il numero di famiglie che riceve assistenza dai Servizi sociali è passato da 200 a 3500. Ma la crisi legata al Covid-19 ha fatto aumentare anche i casi di violenza sulle donne e il disagio giovanile. Temi delicati per la futura amministrazione. Dietro la facciata di città opulenta e senza pensieri le situazioni di difficoltà sono tante.
Patrizia Desole, Scelta civica. «Per la Grande Coalizione le politiche di genere non sono più rinviabili. Per attuarle serve una classe dirigente formata e con sensibilità. Nella nostra squadra ci sono uomini e donne preparati. Olbia deve essere città guida di questo cambiamento. È triste vedere che nel programma degli avversari non c’è una parola sulle politiche di genere, ma non mi stupisce: non sono mai state nella loro agenda. Per 5 anni abbiamo chiesto invano l’istituzione della commissione Pari Opportunità. Per aver portato certi temi in aula sono stata derisa, appellata in modo infamante. Noi abbiamo in mente un progetto strutturato, con azioni mirate per garantire il diritto alla casa, collaborazione con le associazioni, centri di aggregazione multimediali. Basta ai progetti spot».
Simonetta Padre, FI. «Abbiamo lavorato per 5 anni con le associazioni che hanno recepito i bandi per le politiche giovanili. Ci hanno aiutato a creare modelli in sintonia con lo stile di vita dei ragazzi, puntando su creatività, ad esempio con corsi di cucina, e sullo sport. Lo sport toglie i ragazzi dalle strade, insegna la disciplina, la fatica da cui arrivino i risultati. Dopo il lockdown abbiamo fatto riunioni con Chiesa, specialisti, scuola per capire come recuperare i giovani in situazioni di disagio. È emersa una grande debolezza mascherata con l’aggressività. Altro tassello è la scuola. Abbiamo attivato i corsi Its con specialità legate all’identità del territorio. Una buona amministrazione deve vigilare, ma anche creare percorsi utili ai giovani ascoltando i loro bisogni. Al MusMat oltre ai corsi di musica tradizionali sono previsti quelli da dj e abbiamo approvato il regolamento per i graffiti».
Sonia Biddau, Insieme per Olbia ricorda come «sia fondamentale creare spazi di inclusione sociale per i giovani, al centro del nostro programma. Una rete che includa periferie e frazioni. Il Comune deve fare la sua parte anche sul fronte dello sport: ci sono famiglie che non possono permettersi di pagare le rette delle società sportive. Pensiamo alle madri o ai padri soli, Bene quindi supportarle con strutture comunali diffuse, come accade in altri comuni. Campetti da calcetto, da basket e centri di aggregazione. Vero che le famiglie hanno un ruolo importante, ma non possono essere lasciate sole. Il Comune deve fare la sua parte ed è quello che la Grande coalizione intende fare».
Simonetta Lai, Lista Nizzi. «Già nel 2018 stavamo lavorando a un progetto per i giovani insieme a oratori, associazioni e reti educative. Il disagio giovanile era evidente, emergeva la solitudine di ragazzi e famiglie. A fine gennaio 2020 era pronta a partire l’educativa di strada, da svolgere con la rete e le forze dell’ordine, poi è scoppiata la pandemia. Nei mesi di lockdown abbiamo comunque parlato con queste bande di giovani organizzate e non. Finito il blocco abbiamo aperto il Centro di ascolto per adolescenti all’interno del Centro servizi per la famiglia, che ha fatto il pienone. In contemporanea abbiamo attivato l’ascolto per famiglie e genitori e portato avanti gli Ama, per far confrontare genitori e figli con nuclei con gli stessi problemi. È in itinere un altro progetto che riguarda i ragazzi presentato al Plus ma è in attesa dell’ok degli altri comuni. Tra gli interventi dell’Iti in corso due linee sono poi sul sociale. Una è quella del community hub, come incubatore di start-up. L’altra prevede il finanziamento delle start up migliori. I progetto ci sono, sono stati solo rallentati dalla pandemia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
